Voto sardo, è successo poco ma ora può succedere tanto. Comunali, tranquilli: nessun sondaggio ufficiale sul voto a Perugia (se ne arriva uno, diremo)

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Il centrodestra ha preso una percentuale più alta delle ultime elezioni. Ma ecco i motivi “interni” ed “esterni” che possono deflagrare, anche in Umbria. Invece: solo voci riportate su un rilevamento di cui a Perugia si parla da giorni (sul web)

di Marco Brunacci

PERUGIA – Block notes tra Sardegna e Umbria.
A. Il voto sardo – non bisogna essere a destra per affermarlo – non è stato molto: la coalizione di centrodestra ha preso una percentuale più alta (49) rispetto al 47.8% di quando, nel 2019, ha vinto. E il voto disgiunto è stato decisivo per lo 0,2% in più avuto dalla Todde. Segno che Truzzo era veramente un candidato sbagliato.
Ma ecco che la Sardegna può far deflagare situazioni già complicate, per motivi “interni” o “esterni” alla coalizione di centrodestra che oggi guida l’Italia. E l’Umbria è un osservatorio privilegiato per capire.
I motivi interni.
1.Fratelli d’Italia, partito di maggioranza relativa, si sta specializzando nello sbagliare candidato (Terni), ma anche per incapacità, nella qualità partito guida del cdx (ruolo toccato prima a Forza Italia e poi alla Lega), di mediare tra le varie anime e contemperare esigenze, senza buttare sulla bilancia il peso dei voti in più, finendo per andare a tutta velocità contro il muro (così il centrodestra ha perso a Città di Castello e a Spoleto).

2.Gli alleati accusano Fdi di arroganza nelle scelte e nelle imposizioni. Lo fanno, senza far troppo rumore, anche in Umbria. La mancanza di flessibilità non è mai un pregio, nella politica esattamente come nelle arterie del corpo umano.

3.La Lega ha finito il percorso di Salvini che sta diventando Slavini, precipitano a valle i suoi consensi, ma non ha un piano B.

4.Tutto questo provoca tensioni quotidiane alle quali non sarà facile porre rimedio.

I motivi esterni.
1.In Sardegna ha vinto un’alleanza M5s-Pd, anzi: Conte-Schlein, in quest’ordine, quindi senza attenzioni particolari per il centro e i moderati, ma molto entusiasmo per la cavalcata della candidata ex grillina. Non stiamo a dire che la scelta del segretario regionale Bori, a Perugia, è proprio in questa ottica. Non a caso Ferdinandi è uscita subito con uno slogan che lega la Sardegna a Perugia. E così Perugia diventa un test importante anche, a livello nazionale, proprio per vedere se viene confermato questo trend, come dire, più di sinistra.

2.L’entusiasmo, nella politica “liquida” di questo periodo, sempre aperta a grandi sconvolgimenti, con il desiderio continuo da parte degli elettori di cambiare come atto di sfiducia sulla politica in generale, apre grandi scenari per il centrosinistra. Per assurdo forse il limite è proprio la Sardegna: si devono guardare i numeri veri e concludere che lì non è successo chissà che cosa, se si vuole cavalcare tutto l’entusiasmo del mondo ma con mente lucida.

3.C’è una grossa spinta in alcuni settori della società italiana a “cambiare”. Umbria7 ha sottolineato l’importanza di un intervento di qualche tempo fa dell’ex leader dell’Ulivo, Prodi, che chiamava alle armi il centrosinistra contro un governo (Meloni) che stava mettendo radici troppo profonde. La Sardegna diventa a in questo modo un’occasione da non perdere, l’avamposto dal quale far partire l’attacco. In Umbria, quella che Umbria7 indica come la sicura candidata presidente alla Regione del centrosinistra, Stefania Proietti, sarà espressione di un’alleanza che richiama l’Ulivo (nel suo motore ci sono zone della Chiesa non solo assisana e l’industriale umanista Cucinelli).
Come si vede, entrambi gli schieramenti, per motivi opposti, sono chiamati a gestire una fase molto delicata.

B. Ora il tema del “sondaggio” su Perugia. Umbria7 ne ha scritto ieri, riferendo voci su rilevamenti che giravano da giorni in città e che in parte erano state già utilizzate sul web (nella trasmissione Corso Vannucci), dando indicazioni soltanto sul centrodestra. Ma ha commesso l’errore di parlare di “sondaggio”, non di “voci” su un sondaggio o su un rilevamento, come si doveva fare. Un sondaggio ufficiale, infatti, per essere pubblicato, deve avere tutta una serie di caratteristiche che queste “voci” non hanno.
Vogliamo chiarirlo bene. Sono state riferite solo “voci” di rilevamenti, già utilizzate. Nessun sondaggio ufficiale.
Se invece un sondaggio ufficiale dovesse arrivare, faremo sapere ai nostri affezionati lettori.

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