A.A.A. Alcantara licenzia, Ast assume

Si ribalta lo stato di salute delle due realtà simbolo: l’Acciaieria sorprende, l’azienda di Narni delude

TERNI – Per anni Ast è stata il simbolo dell’ incertezza. Anche occupazionale. Per anni Alcantara, pur se con dimensioni diverse, è stata simbolo dell’ azienda in espansione. In salute anche dal punto di vista occupazionale. Ma ecco che ad inizio primavera 2024 il quadro si ribalta improvvisamente: Alcantara manda in fumo  69 contratti a tempo; Ast si è fatta carico di tutti i lavoratori ex Tct. Ha mantenuto fede all’ impegno preso lo scorso anno al momento della rottura dell’appalto che la legava con l’ azienda del gruppo Timpani.  Gli ultimi 13 dipendenti in cassa integrazione hanno trovto certezze in viale Brin. Un trasloco complessivo di 50 unità.  E’ un momento di vento buono per Ast: nei prossimi due mesi è previsto un incremento produttivo che potrebbe portare ad ulteriori assunzioni.

Aria completamente diversa a San Liberato,  Alcantara sembra aver perso il vento in poppa del passato. Una crisi che nessuno aveva messo nel conto. Che sembrerebbe esplosa per il mancato traino del mercato dell’ auto, il principale sbocco commerciale dell’ azienda narnese

In una nota stampa la Ugl chimici  torna ad esprimere preoccupazione per la situazione della società Alcantara, che a partire da lunedì scorso e fino al primo Aprile sarà interessata da un nuovo periodo di cassa integrazione guadagni ordinaria, dopo quello di fine febbraio, che con modalità diverse fermerà o rallenterà molte aree del sito produttivo. «Tale situazione risulta ancor più preoccupante se si tiene conto dell’impatto

occupazionale – si legge nella nota – già negli ultimi mesi del 2023, infatti ben 32 contratti a termine non sono stati rinnovati, e il 14 marzo .durante una riunione presso Confindustria Terni è stato annunciato dalla direzione aziendale che altri 37 contratti in scadenza a fine mese avranno stessa sorte». Nell’incontro in Confindustria si è giunti ad un accordo che, ove la situazione produttiva lo consentisse e in caso di necessità occupazionale, viene agevolato il rientro dei 69 contratti non rinnovati. «Quello che più ci colpisce comunque è che oggi stiamo vivendo uno scenario impensabile fino a pochi anni fa quando con l’annuncio dell’investimento per l’aumento della capacità produttiva si evocavano scenari idilliaci con centinaia di assunzioni. Secondo noi – la Ugl chimici – invece, ci ritroviamo in uno scenario totalmente opposto, dove il calo degli ordinativi, dichiarato dall’azienda, del comparto automotive (principale mercato di riferimento dell’azienda) tra l’altro in controtendenza con i dati del mercato immatricolazioni dell’auto in crescita, si va a sommare a tutta una serie di problematiche interne che più volte abbiamo sollevato su tutti i tavoli di incontro. Tutte queste problematiche si legano all’investimento che da panacea di tutti i mali (che, tra l’altro, non esistevano al momento dell’avvio del progetto) si sta trasformando in una spada di Damocle sulla testa di tutti i lavoratori. Per quanto ci riguarda, torniamo a ribadire che per uscire da questa empasse, si renda necessario un cambio di rotta sotto il profilo organizzativo produttivo e gestionale del quale al momento non vediamo traccia, e, anzi, ci sembra che alcune figure aziendali vogliano far ricadere sui lavoratori la responsabilità della situazione attuale»

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