M.BRUN.
PERUGIA – Il “campo largo della società civile” della Scoccia è il secondo segnale – dopo i 4 punti della sfida ai competitor di cui abbiamo detto ieri – arrivato dal road show della candidata a sindaco del centrodestra all’Auditorium San Francesco.
L’affluenza è stata alta, sold out dentro, molta gente rimasta fuori, ma non è tanto questo il dato. Il risultato da considerare positivo era quello di far visualizzare il “campo largo” del centrodestra. Il centrodestra oltre il centrodestra. Ed è questo il segnale lanciato e poi sottolineato a più riprese.
In questo senso dai medici ai direttori degli Enti, dai professionisti ai “riservisti” della politica, dai giovani imprenditori e commercianti fino a una cantante lirica (Chiara Giudice), c’era tutto quel che serve per dare il senso della narrazione di questo centrodestra che vuol vincere a Perugia guardando al centro e anche di più e andando oltre i suoi confini “naturali”.
Ecco che personaggi come Giuliano Cerulli o Vasco Gargaglia, Cotarella o Barelli, Lorenzo Mariani, come pure Carlo Di Somma, oltre a quelli segnalati domenica, diventano molto rilevanti, insieme ad altri che si sono mescolati ai leader di partito e ai candidati all’auditorium San Francesco.
Le 7 liste in appoggio a Scoccia annunciate avranno il compito di coprire un orizzonte il più vasto possibile dell’elettorato.
L’ingresso di Andrea Fora nella lista Romizi è stato la prima indicazione. C’è ancora il grande movimento che sta facendo sui “confini” dell’elettorato di centrodestra, Nilo Arcudi. Due esperienze civiche con precisi riferimenti nell’area cattolica e in quella socialista.
La stessa composizione delle liste dei tre principali partiti (Fdi, Romizi-Forza Italia, Lega) è un ulteriore preciso segnale nel senso dell’allargamento della base elettorale rispetto a quella più tradizionale, che sceglie i partiti alle elezioni politiche.
La strategia è chiara: un progetto di centrodestra che risulta anche di campo largo – come dire – nei fatti, nei nomi e nei riscontri della società civile, sul solco dell’esperienza dei dieci anni di governo Romizi.



