Al Santa Maria arriva l’elicottero ma l’ospedale precipita

Elisoccorso non più a Maratta ma a Colle Obito. Intanto la struttura sanitaria scende nelle classifiche

TERNI – Qualche lampadina non manca ma il tunnel del Santa Maria di Terni sembra addirittura allungarsi. Per un ospedale chiamato a reggere tutta la sanità della provincia – Otvieto a parte – ma che continua ad essere in difficoltà. Addirittura crescente, visto che nella classifica nazionale Newsweek dedicata alle strutture sanitarie, continua a scivolare in basso. Dal 97esimo posto si ritrova al 108esimo su 131. In sostanza l’ ospedale di Terni è in piena zona retrocessione. Nonostante gli sforzi fatti dal direttore generale Casciarri che è riuscito almeno a portare sotto controllo i conti, le “lampadine” non mancano. I buoni risultati del servizio di otorinolaringoiatria ne sono un esempio. Tra le note positive, anche l’ annuncio che l’ assurdità dell’ elisoccorso posizionato a Maratta verrà rimossa. Il nuovo servizio regionale di elisoccorso potrà atterrare a ridosso dell’ accettazione, rimuovendo i tortuosi passaggi con l’ aviosuperficie di Maratta. Una “strozzatura” voluta una decina di anni fa, accompagnata da un esborso di denaro nei confronti dell’ aviosuperficie.
Tra le notizie positive, l’ aumento di una decina di posti letto della medicina dell’ ospedale di Narni per decongestionare il reparto di Terni. Così come sul Santa Maria dovrebbero portare benefici il potenziamento delle strutture territoriali destinate alla riabilitazione e alla geriatria.
Segnali positivi, ma che sembrano non bastare. Sul Santa Maria pesa il fatto di essere l’ unico soccorso H24 di un territorio vasto e popolato; di avere organici ridotti all’ osso nei servizi più esposti; di non avere certezze sul futuro. La Regione, vista anche l’ imminente campagna elettorale, ha deliberato 70 milioni di investimenti sugli ospedali umbri. A Terni non ne dovrebbero arrivare più di 4, destinati all’ antincendio e al proseguo del risanamento dei reparti. Briciole per una struttura che ha 50 anni e che da venti attende il maxi piano di rifacimento. Quantificato in quasi 300 milioni. Ora esiste una proposta privata di project financing. Ancora non c’è un piano finanziario con apporti chiari: quanto metterà il pubblico e quanto metterà il privato. E non si tratta di un dettaglio.

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