di Marco Brunacci
PERUGIA – Prima della scadenza del secondo mandato Romizi, vanno a dama alcuni progetti, altri imboccano una strada precisa. Umbria7 ipotizzava per Perugia un futuro da città del cioccolato e del jazz. Per il cioccolato tutte le anticipazioni sono ormai da considerare parte del futuro della città: il Mercato coperto nella sua versione al cacao aprirà in contemporanea con Eurochocolate che torna nel centro storico. Il progetto avrà come leader un visionario come Eugenio Guarducci che da solo è una garanzia in quanto a intuizioni e lungimiranza. E c’è motivo per immaginare una sorta di piccola ma competitiva disneyland, aperta alle idee più avanzate.
Per il jazz ancora ci sono progetti che fluttuano tra le onde della burocrazia e le difficoltà a reperire finanziamenti. È però praticamente certo che la Turrenetta diventerà una bomboniera-jazz club incastonata tra i palazzi della storia perugina.
Sull’area del Turreno ci sono minori certezze. Al momento si sa per certo soltanto che diversi soggetti si stanno interessando, si sa che l’idea resta quella di una sorta di tecnologica agorà, che di sicuro sarà spazio del jazz in alcuni periodi, ma ancora deve trovare forma e sostanza in un progetto organico che dica anche se una parte sarà dedicata all’atteso museo del jazz.
A stare attenti a certe voci, ci sarebbe l’interessamento di un Guarducci (junior, in questo caso) per dare un volto definito a questa altra grande realizzazione in cerca di un profilo definito.
Invece a maggio, in piena campagna elettorale, va a dama la riapertura del Pavone, un esempio di non facile ma alla fine proficua collaborazione pubblico-privato. Il piccolo teatro gioiello su corso Vannucci sarà riaperto, ma sulla sua destinazione futura ancora non tutto è chiaro. L’assessore alla cultura, Varasano, sarebbe felice se diventasse uno spazio per la lirica, ma potrebbe anche ospitare eventi di altro genere.
Potrebbe tornare ad essere un cinema, magari legato a qualche anteprima di pellicole molto attese? Discussione in corso. Che però potrebbe arrivare a coinvolgere anche un altro spazio per decenni inutilizzato e che avrebbe una sua specifica valenza, essendo un lavoro prestigioso di architettura, con una cupola avveniristica, quando fu concepito e costruito, che può tornare a essere una perla in questo collier di luoghi di attrazione del centro storico. Parliamo dell’ex cinema Lilli, in piazza Partigiani, ai piedi delle scale mobili. Proprietà privata, idee pubbliche per un rilancio. Finanziamenti? Incerti.
Il Lilli è uno spazio che piace al deus ex machina di Umbriajazz, l’intramontabile Pagnotta.
E c’è sempre l’idea di trasferire raccolte che meritano di essere viste in contenitori del centro e resta una di quelle più percorse (non tutti sanno che Perugia vanta un museo del giocattolo, mentre l’Università espone i suoi “gioielli” nella lontana Casalina e, comunque, c’è sempre da trovare un’area adeguata per la storia perugina del jazz).


