di Marco Brunacci
PERUGIA – Diventerà Anna Ascani la candidata presidente per il centrosinistra alla Regione Umbria?
Presto per dire, ma è sicuro che le anticipazioni di Umbria7, prima sui rumors romani, poi sul curioso – ai limiti dello stravagante – incontro promosso da Ascani e Verini da Carfagna ad Assisi, hanno avuto riscontri immediati. E allora vediamo.
PERCHÈ ASCANI CI DIVENTERÀ
Anna Ascani, sempre nel filone dei comportamenti non usuali, dopo i due articoli di Umbria7, paga di tasca sua – questo risulta – un post che compare sul web per dire che “insieme col senatore Verini, abbiamo riunito la comunità del Pd dell’Umbria per lanciare un “patto” di unità da Assisi, per ricucire il filo che tiene insieme le battaglie nazionali e quelle regionali”.
Sono due righe devastanti. Ecco perchè.
1.Una volta si riunivano le assemblee regionali, provinciali, comunali. Oggi si riunisce la “comunità” del Pd. I tempi devono essere radicalmente cambiati. Il concetto di “comunità”, essendo una novità assoluta nella storia dei partiti, quelli di sinistra in particolare, permette la convocazione anche da parte di due parlamentari, che non hanno incarichi umbri. Saranno fischiate le orecchie all’ottimo giovane segretario regionale Tommaso Bori, che stava tentando di rilassarsi in una vacanza d’istruzione in Marocco. Qualcosa del genere succedeva ai re dell’alto Medioevo, andavano per crociate e al ritorno non trovavano più il posto.
2.Fin qui la forma, ma la sostanza è molto peggio e sta tutta in quel “patto di unità da Assisi”. Il Pd aveva varato qualche tempo fa il “Patto avanti” per mettere insieme, d’amore e d’accordo, tutte le componenti politiche umbre alternative al centrodestra di governo umbro. In che cosa sarà diverso il “Patto di unità”? Unità delle componenti del Pd? Unità dei partiti della coalizione di sinistra? Unità del partito di Roma e di quello dell’Umbria?
La storia insegna che quando salta fuori l’unità come valore, vuol dire che si è in pezzi. E c’è sempre qualcuno che porta la colla per rimetterli insieme e se ne prende i meriti.
3.I due punti precedenti, utili per la conclusione: non sarà che “le battaglie nazionali” non sono più uguali “a quelle regionali (umbre, ndr)”? Ascani e Verini saranno i sarti incaricati da Roma di “ricucire i fili”? Se è così – altro che i timidi sospetti di Umbria7 – la decisione è già presa, si dovrà solo aspettare l’annuncio ufficiale: Ascani al posto di Proietti come candidata in Regione.
Ps. ma benedetti fotografi della simpatica serata da Carfagna, possibile che non c’era un’altra immagine della platea se non quella dove la povera sindaco, santa Stefania da Assisi decapitata, candidata in pectore per la presidenza della Regione fino a un momento fa, ha praticamente la testa dentro la borsetta e se ne percepisce la presenza solo perché risalta il suo “total black” rispetto al “white absolute” della vicina di sedia? Non è per tirarla in lungo e non è per dimenticarsi che i tempi sono radicalmente cambiati, ma nella iconografia sovietica questo, più che un segnale, era una condanna.
PERCHÈ ASCANI NON CI DIVENTERÀ
Umbria7 ha fantasia, ma non troviamo molti motivi in questo paragrafo. Tentiamo.
1.Fare le prove in Umbria, come rappresaglia per lo strappo di M5s in Piemonte, di come mollare il “campo largo” prevede che il Pd abbia una strategia alternativa capace di esser vincente. Per quanto può diventare indigesto per l’inner circle italiano, ma soprattutto europeo, del Pd (Gentiloni) avere un alleato come Conte, così tanto poco ortodosso in politica estera, non sarà facile fare un pacco e buttare tutto a fiume.
2.Quella della Proietti era, nella politica dei pesi e contrappesi del centrosinistra umbro, la candidatura che bilanciava al centro la scelta nettamente più a sinistra della candidata di Perugia (Ferdinandi). Come dire: erano le due facce della medesima medaglia. Importanti supporter di Proietti potrebbero rimanere delusi.
3.Infine: quando torna l’ottimo Bori dal Marocco vediamo se trova altri motivi per mantenere la candidatura Proietti e respingere Ascani verso Roma.


