Cosa insegna l’Abruzzo all’Umbria/ Il centrodestra vince se è squadra, centrosinistra al bivio: campo largo-larghissimo o “Pd più alleati”?

SPOTLIGHT DI MARCO BRUNACCI | Cdx, costretti ad andare d’accordo, altrimenti si perde, essendo i margini ridotti. Monito a Fdi, ogni atto di arroganza è un annuncio di sconfitta. Csx, il Pd aumenta anche se il campo larghissimo stenta (Pescara insegna). L’esperimento di Perugia

di Marco Brunacci

PERUGIA – Perchè l’Abruzzo confina così tanto con l’Umbria ovvero la lezione abruzzese per il centrodestra e per il centrosinistra. 

Prima il richiamo per entrambi gli schieramenti: la comunicazione ha un ruolo nella battaglia politica, ma gridare che il vento è cambiato aiuterà anche a risvegliare qualche fan assopito, ma non modifica la realtà. Tanto più che in Sardegna – Umbria7 lo ha più volte ripetuto – non è cambiato niente nei rapporti di forza tra schieramenti.

1. IL CENTRODESTRA.

a. L’Abruzzo insegna che il centrodestra è ancora maggioranza in molte aree del Paese e, a quel che risulta dai sondaggi più accurati, nel Paese. Ma è maggioranza solo in quanto riesce a giocare in squadra e a restare unito come chiede il suo elettorato. Quindi: ok dialettica interna, ma la condanna è a rimanere insieme. 

Se si crea una rete di dissidenti interni (la Sardegna insegna) il centrodestra  perde. Essendo i margini minimi.

b. Il centrodestra in questo momento ha l’iniziativa. Ha un piccolo vantaggio, come sbaglia qualcosa perde. Perde se non trova intese rispettose di tutte le componenti dello schieramento. 

Un monito per Fdi che fa valere troppo spesso il fatto di essere il primo partito per distacco. E però, tra l’altro, non può vantare un numero di voti così elevato come avevano Forza Italia ai tempi di Berlusconi regnante, né della Lega quando Salvini non era Slavini e convertì – per qualche tempo – l’Italia al suo credo.

Ogni atto di arroganza è annuncio di sconfitta, al pari di ogni veleno messo in circolazione.

2. IL CENTROSINISTRA.

a. Qui il ragionamento è più complesso. Cavalcare un successo-non successo come la Sardegna ci sta. Ma poi bisogna essere lucidi nell’analisi. Il “campo larghissimo” in Abruzzo, come in Sardegna (43-49), è stato sconfitto. Il “Tutti insieme contro la destra” (il centrodestra) è uno slogan. Crea di sicuro problemi per governare, ma evidentemente anche per vincere (in Sardegna alla fine ha prevalso sul filo di lana – salvo colpi di scena – una candidata forte contro un candidato debole, in virtù del voto disgiunto e dei dispetti dell’elettorato leghista in libera uscita).

E qui siamo all’attuale bivio: si può sostenere la tesi che il campo largo o larghissimo ha bisogno di tempo. Quindi serve insistere e intensificare incontri e contatti interni per andare verso un comune sentire. Oppure si può cominciare a cercare nuove formule.

b. Qualora si volessero cercare formule diverse si deve riflettere su un altro dato abruzzese e di Pescara città, in particolare. Il Pd cresce anche se il campo largo o larghissimo stenta. E allora: il Pd può costruire un’alleanza intorno a sè con forze più omogenee, guardando al centro, senza votarsi alla eterna sconfitta?

A Perugia, in vista delle Comunali, si sono confrontate queste due linee. Ha vinto il campo larghissimo insieme a una candidata fragorosamente non Pd, per questo ritenuta in grado di vincere. In Umbria, dentro il Pd, ci sono posizioni diverse che attendono di vedere il risultato di questo esperimento non in una terra “bianca”, come è sempre stata l’Abruzzo, ma in una “rossa” (e di che tinta) come l’Umbria. Non funzionasse, c’è da scommettere che si faranno sentire. Con vista sulle elezioni regionali.

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