TERNI – E’ tempo di bilanci per il Natale di San Valentino, che poi, al dunque, è arrivato sino a Pasqua.
Gli allestimenti del villaggio di Babbo Natale, che ad un certo punto si trasforma nel Villaggio dell’amore e raddoppia in piazza Solferino, con annesse luminarie e micro eventi, è costato molto più di mezzo milione di euro. Centomila euro, è vero, sono stati messi a diposizione dalla Fondazione Carit. Ma comunque sono finiti in abbellimenti che hanno avuto una portata temporale limitata. Ad inizio aprile è previsto lo smantellamento di alberi di Natale, non proprio in buonissima salute ma abbastanza da restare in piedi, cuori di San Valentino, uova di Pasqua. Di quel che resta di un progetto che avrebbe dovuto concludersi a fine febbraio ma che invece ha ottenuto una proroga. Poi, col fatto che poco prima di San Valentino arriva a Terni, in piazza Solferino, Alice nel Paese delle Meraviglie (Loveland2, dall’11 febbraio al 10 marzo) con Stregatto e funghi, il tempo del Villaggio di piazza Europa si allunga. E siccome subito dopo spuntano anche delle gigantesche uova di Pasqua che, è scontato, restano fine alla fine di marzo, continua a brillare mezza città.
Se ne è valsa la pena? Se i selfie dei ternani e dei turisti hanno avuto in qualche modo un ritorno economico? «Tutte le luminarie di Natale hanno funzionato. A Natale abbellire le vie dello shopping serve» – il parere di Cristina Cocco. «Ma poi anche basta!», il commento di Deborah Stefanangeli. «Quando facciamo una vetrina, anche se bella, dopo un po’ la cambiamo».
Ma la risposta a “se ne è valsa la pena” la da, non volendo Confcommercio intervenendo in merito al dibattito sviluppatosi a seguito all’entrata in vigore del nuovo regolamento della Ztl: «Per aumentare l’attrattività del centro cittadino, ormai in forte sofferenza, ribadiamo convintamente che non basta la modifica del regolamento Ztl ma occorre mettere in campo scelte innovative, in materia di politiche urbane integrate».


