Economia circolare e ambiente: le prospettive del territorio del Lions Club Terni Host

Un incontro che ha visto protagoniste due relatrici di grande prestigio e tra le massime esperte del settore

TERNI – Un tema quanto mai attuale e delicato che si inserisce nel panorama nazionale. Quello degli ecodistretti circolare. Una questione analizzata e sviluppata dal Lions Club Terni Host, presieduto da Alessandra Robatto, in un incontro a cui hanno partecipato anche l’ingegnere Laura Cutaia, responsabile del laboratorio di sostenibilità e valorizzazione delle risorse dell’Enea (sede di Casaccia-Bracciano) e la professoressa Francesca Testella, tecnologa Enea e docente di diritto dell’ambiente e della Protezione civile all’università di Macerata. Dinanzi a circa 100 ospiti del Club che hanno partecipato con interesse e dedizione all’iniziativa. l Lions Club Terni Host ha confermato la sua azione “we serve” nel concreto e con azioni mirate in favore della collettività.

Il tema si ricollega alla strategia nazionale per l’economia circolare che interessa aziende, privati e pubblica amministrazione, con la riduzione di almeno il 45% delle emissioni di gas-serra come target. Importante è stato l’apporto delle due professioniste, fra indicazioni tecnico-giuridiche e aziendali, dai percorsi operativi da seguire alle esperienze esistenti e sviluppate da tempo sia in Italia che all’estero. 
Nel territorio ternano – è stato ricordato – esiste il distretto eco-circolare di Narni che coinvolge, in un completo riciclo, gran parte delle aziende presenti sul territorio di Narni Scalo, come illustrato dall’assessore comunale Giovanni Rubini. Ma soprattutto è stato ribadito che l’interesse del Mite, di cui Enea è partner e consulente, è quello di incontrare le aziende e gli stakeholders da stimolare attraverso la disponibilità di ingenti risorse finanziarie e piani attuativi semplificati. «Copiare la natura, i suoi cicli di vita e di completo riutilizzo di ogni elemento del processo produttivo – è stato detto – diventa un imperativo non solo per contenere e governare i rischi connessi al cambiamento climatico, ma per riciclare, riutilizzare, riparare tutto ciò che viene comunque prodotto». 

Un’inversione a 180 gradi rispetto all’obsolescenza programmata e all’idea della crescita perpetua ed incontrollata. Attenti e partecipi i presenti che sono intervenuti con domande e considerazioni del tutto condivisibili. Le relatrice hanno dato piena disponibilità ad incontrare aziende, gruppi d’interesse e fornire indicazioni operative riportando anche le esigenze specifiche dei richiedenti. 

Un fumogeno (foto Internet)

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