di Marco Brunacci
TERNI – Ormai più di uno dei suoi fans tituba. La domanda resta quella avanzata ieri da Umbria7 e fa scorrere brividi gelati sulle schiene dei ternani (non molti, ma sufficienti per farlo eleggere sindaco) che hanno creduto in lui, mentre timori iniziano a far breccia perfino nella sua cosiddetta “squadra”.
Stefano Bandecchi vuol davvero creare le condizioni di esser messo alla porta dal suo Comune e tornare alle cose sue?
Davvero il recente sondaggio sulle Europee, la cui esistenza è stata rivelata da Umbria7, ha previsto per lui e il suo rivoluzionario partito moderato (Ap) l’ennesimo “0 Virgola”, ogni volta che si allontana da Terni, anche se mette il barboncino in lista?
Quel sant’uomo benefattore (almeno per il numero delle fioriere) di Terni inizia ad avere, come retropensiero, un “Chi me lo ha fatto fare”?
Ci si spezza il cuore al solo pensiero, ma abbiamo l’obbligo di seguire i fatti.
La novità di queste ore è in un due post dell’insuperabile assessore “dopo aprile viene Maggi”, il quale sposa la tesi secondo la quale “Il sindaco non ha acquisito in affitto la gestione del palasport, ma la società (di cui il sindaco è amministratore unico, ndr) si limita ad affittare dal gestore alcune giornate come possono fare tutti i cittadini”.
Aggiunge: “Il palasport viene in affitto dalla società di Salini che ha la gestione”.
E l’assessore irrefrenabile pare perdere anche un po’ la pazienza: “Spero di essere stato chiaro”.
Ecco quindi la sua tesi affidata al secondo post: “E’ incompatibile (come da documento della segreteria generale del Comune riportato da Umbria7, ndr) la gestione del palasport (da parte della società di cui è amministratore unico il sindaco Bandecchi, ndr), non il suo uso per singole manifestazioni”.
Qualora fosse vero che le “singole” manifestazioni sono 45 e durerebbero – attività vera e propria e sistemazione e pulizia – circa 315 giorni all’anno, sarebbero assai poco “singole”, pare piuttosto trattarsi più del gioco delle tre carte che di una spiegazione. Però la nostra non è certo una notazione giuridicamente fondata. Solo piccolo buon senso quotidiano.
Stando a “voci” raccolte in città, impossibili da verificare, la tesi sposata nei due post assessorili sarebbe stata però presa in considerazione e non avrebbe convinto chi deve verificare. Secondo alcuni, sarebbe addirittura partito un fascicolo alla volta del Ministero degli Interni. Niente che possa essere confermato e comunque questo non vuol dire niente: già l'”Unto dal popolo” Bandecchi ha avuto modo di sbertucciare queste burocrazie romane.
Ma la novità è questa: se davvero il “lodo Maggi”, appena illustrato, fosse giuridicamente infondato, ecco che la spiegazione contenuta nei post potrebbe somigliare a una exit strategy, da parte del pur mai domo sindaco di Terni. E proprio in un momento nel quale si dibatte anche su dove far sorgere lo stadio-clinica e par di capire che una scuola di pensiero insista nel ritenere che l’unico posto giusto sia il terreno di proprietà di Unicusano, che pare sia ancora di proprietà del sindaco (maledetti conflitti di interesse, anche se solo potenziali).
Allora la domanda iniziale risuona ancora inquietante: davvero Bandecchi vuol farsi mettere alla porta dal suo Comune? E questo angoscioso dubbio per quanto tempo ancora non farà dormire tranquilli noi e i suoi fans ternani rimasti?


