«Il tempo che dedichiamo al Signore non è uno spreco»

Le parole dell’arcivescovo Ivan Maffeis pronunciate nel corso dell’omelia della messa crismale

R.P.

PERUGIA – Clero e popolo della Chiesa perugina si riuniscono a pochi giorni dalla Pasqua. Nel pomeriggio di mercoledì santo, l’arcivescovo Ivan Maffeis ha celebrato, insieme al cardinale Gualtiero Bassetti e ai sacerdoti diocesani, la messa crismale alla presenza di numerosi fedeli che si sono radunati in san Lorenzo. «Lo scorso anno – ha detto il presule nel corso dell’omelia – vi esprimevo la gratitudine per la cordialità con cui avete accolto un sacerdote che scendeva dal nord, chiamato a diventare vostro vescovo. Quest’anno giungo a questa celebrazione da sud, dalla Visita ad limina, e porto a tutta la comunità diocesana la premura e la vicinanza del Santo Padre. A quella del Papa unisco la mia riconoscenza per il servizio che, voi sacerdoti, assicurate al nostro popolo, per il tanto bene per lo più nascosto che fate, per il perdono che donate in nome di Dio, per quel vostro passare di casa in casa, ancor più visibile in questo tempo di benedizioni: siete il volto della Chiesa, disponibile a incontrare ogni famiglia nella sua umanità, ad ascoltarne la voce, a condividerne ferite, preoccupazioni e speranze. Ne sono segno e strumento gli oli che benediremo fra poco e che, attraverso di voi, rafforzeranno i catecumeni, confermeranno i cresimati, porteranno conforto agli ammalati».

L’amicizia con il Signore, ha proseguito monsignor Maffeis, rimane «la condizione per andare avanti come uomini di Dio, in un ministero che si svolge spesso tra tante fatiche e pochi riconoscimenti. Avvertiamo il peso di strutture, ereditate da un passato che non c’è più. Soffriamo il peso del carico pastorale, gravato dall’accorpamento di più parrocchie. Si fa sentire il peso della salute e dell’età. Non è senza conseguenze nemmeno il peso per la fine di un certo modello di Chiesa: la portata del cambiamento in cui siamo coinvolti, ci mette a confronto con una società plurale, con linguaggi non immediati e insieme con la necessità di non attendere, ma di saper andare incontro a persone che spesso non sono cresciute in una cultura cristiana».

L’arcivescovo ha quindi esortato i sacerdoti e tutti i laici a lavorare «per coinvolgere e formare gruppi di uomini e di donne che possano assicurare, anche nella realtà più piccola, la preghiera, l’ascolto della Parola, l’annuncio, la visita alle famiglie, la Comunione ai malati e l’attenzione ai bisognosi. Sono ambiti in cui aiutarci a precisare e a valorizzare al meglio la ricchezza costituita dai nostri diaconi. Sono tematiche su cui dovremo confrontarci con coraggio e con pazienza nei nostri organismi, anche con il nuovo Consiglio pastorale diocesano, che stiamo mettendo a punto. Sono argomenti che affido a tutte le parrocchie, unità e zone pastorali, al cuore di ogni credente: solo insieme riusciremo a individuare la strada per continuare a far risuonare in noi e nella città degli uomini la parola liberante del Vangelo».

Nel corso del rito, il vicario generale don Marco Sorbaioli, ha voluto formulare un sentito auguri a tutti coloro che «ricordano quest’anno particolari anniversari. Hanno ricevuto l’ordinazione presbiterale dieci anni fa don Marco Cappellato, don Lorenzo Marazzani, don Matteo Rubechini e don Giovanni Amico. Festeggiano 25 anni di ordinazione don Antonio Sabatini, don Fabrizio Crocioni e don Francesco Benussi. Tra gli anniversari dei quali ringraziamo in special modo il Signore ricordiamo monsignor Giuseppe Ricci, monsignor Remo Serafini, don Mario Tacconi e Padre Dante Volpini che festeggiano 60 anni di ordinazione. Raggiunge invece, il traguardo dei 70 anni di ordinazione monsignor Augusto Penchini. Tra i nostri sacerdoti non dimentichiamo chi per ragioni di anzianità e di malattia non è presente stasera in mezzo a noi a loro assicuriamo il nostro sostegno nella preghiera». Don Sorbaioli ha quindi ricordato «i nostri confratelli che nell’arco di quest’anno ci hanno preceduto in paradiso: don Francesco Bastianoni, monsignor Luciano Tinarelli, don Mario Bellaveglia, don Amerigo Federici, don Angelo Marchesi, don Alessandro Passerini e l’abate emerito Dom Giustino Farnedi. Accanto a loro ci piace ricordare, come segno di speranza, che la nostra diocesi conta, al momento presente, 4 seminaristi in teologia, 3 giovani che frequentano l’anno propedeutico ed altri in discernimento. Uno di loro, Samuele, verrà ordinato diacono in occasione della festa della Madonna delle Grazie il prossimo 12 settembre. Questo, non ci fa dimenticare il dovere di pregare senza stancarci il Padrone della messe».

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