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Immondizia contro il guardalinee, sputi all’arbitro e risse sugli spalti: nei campi di periferia umbri succede di tutto

C’è anche chi fa esplodere petardi in tribuna e il giocatore che blocca le braccia del direttore di gara per non fargli tirare fuori il cartellino rosso

R.P.

PERUGIA – Weekend caldissimo nei campionati minori di calcio dell’Umbria. Una disamina delle follie accadute nei terreni di gioco di Prima e Seconda categoria viene offerta dalle decisioni del giudice sportivo. In Prima, i petardi fatti esplodere dai supporter del Pietrafitta costano al club 150 euro. Nella medesima partita, un tifoso del Tuoro ha lanciato «una busta di spazzatura all’interno del terreno di gioco nel tentativo di colpire l’assistente».

Al Pontano vanno 300 euro di multa per comportamento offensivo e minaccioso del pubblico nei confronti dell’arbitro per l’intera durata della gara persa 0-1 contro il Real Avigliano. Al termine del match, si legge nelle decisioni del giudice sportivo, persone «presenti indebitamente nel recinto spogliatoi protestavano nei confronti dell’arbitro. Inoltre alcuni individui al di fuori degli spogliatoi rivolgevano frasi ingiuriose nei suoi confronti»

Sanzione anche per il Parlesca, pari a 200 euro, a causa dei modi di fare non proprio gentili dei propri tifosi nei confronti del direttore di gara durante la vittoria per 1-2 sul campo del Valdipierle. Non mancano le risse, come quella avvenuta in Seconda categoria al 36’ del primo tempo di Moiano-Collepepe: le società coinvolte dovranno sborsare rispettivamente 100 e 120 euro. Troppi improperi del pubblico e così il Gualdo pagherà 120 euro.

Non sono meno degne di nota sono state le decisioni nei confronti di dirigenti e giocatori. Un membro dello staff de La Castellana è stato squalificato fino al 31 agosto perché, al 49’ del secondo tempo dell’incontro finito 1-1 col Costano, protestando per l’espulsione di alcuni calciatori «entrava in campo senza autorizzazione e proferiva frasi minacciose ed ingiuriose nei confronti dell’arbitro». Al triplice fischio mentre il direttore di gara stava rientrando negli spogliatoi, l’uomo «gli sputava contro da una distanza di circa tre metri senza, tuttavia, colpirlo».

Le punizioni per la squadra di Castel Ritaldi non finiscono qui. Infatti, un giocatore si è beccato 8 giornate perché nelle battute finali della partita «tentando di evitare l’espulsione di un compagno di squadra, con condotta irriguardosa ma non violenta, bloccava le braccia del direttore di gara». Un compagno invece dovrà rimanere fuori rosa 4 partite perché finito il match «proferiva frasi irriguardose all’indirizzo dell’arbitro».

Sono 6 le giornate che dovranno scontare rispettivamente un uomo del Parlesca e un altro dello Sporting Terni. Il primo, ha ricevuto il cartellino rosso «per essere entrato in campo senza autorizzazione per protestare. All’esibizione del provvedimento disciplinare di espulsione, rivolgeva all’arbitro frasi minacciose ed intimidatorie. Recatosi in tribuna reiterava tale atteggiamento». Il giocatore in forza alla formazione ternana è stato invece espulso per comportamento irriguardoso nei confronti dell’arbitro e successivamente «si avvicina minacciosamente al direttore di gara arrivando quasi faccia a faccia ma subito allontanato da un proprio compagno di squadra. Uscendo dal terreno di gioco continua ad inveire contro l’arbitro e la panchina avversaria. Al termine della gara rivolgeva nuove frasi irriguardose nei confronti del direttore di gara».

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