TERNI – Tanti giovani affollano la sala di palazzo Montani Leoni. Sono gli studenti che si sfideranno nel Certamen Taciteum, la gara di traduzione dal latino in programma per venerdì 22 marzo. Sono in settanta ed arrivano da 9 regioni italiane. Molti anche gli studenti del liceo ternano intitolato proprio a Tacito, che pur non partecipando alla competizione hanno voluto essere presenti alla cerimonia di apertura della tre giorni dedicata al Certamen.
«Io non partecipo al Certamen, frequento il quinto ginnasio, ma sono venuto per capire come funziona così intanto comincio a prepararmi», dice timidamente Marco Fioretti. Maria Vittoria Nucciarelli invece ha messo già una vittoria in tasca, lei è la prima classificata al Piccolo Certamen, quello riservato agli studenti del biennio del liceo. «Io amo le lingue ed anche quelle antiche, tradurre mi viene semplice e naturale, mi appassiona», racconta. C’è da crederle: in pagella in latino ha dieci.
Sofia Bassetti ascolta Roberta Bambini preside del liceo ternano ripercorrere la storia del Certamen e ricordare Carmela Lo Giudice Sergi e Maria Teresa Pasquini Tini che sono state le pioniere della gara di traduzione dal latino. Sofia viene dal liceo Lucrezio Caro di Roma e, spinta dalla propria insegnante, ha deciso all’ultimo di partecipare, ma si è allenata tanto nel tradurre Tacito ed ora incrocia le dita. Giulia Cicognani, anche lei studentessa del Lucrezio Caro, è davvero contenta di essere a Terni per la competizione perché «finalmente posso partecipare ad un’iniziativa che vuole divulgare la cultura classica ritenuta morta soprattutto dai giovani. E poi c’è l’opportunità di conoscere tanti ragazzi della nostra età che condividono le nostre passioni».
Entrano gli studenti del gruppo di musica d’insieme del liceo Tacito suonano l’inno di Mameli. Tutti in piedi. La cerimonia di apertura della ventinovesima edizione del Certamen prosegue con le conferenze di Umberto Roberto professore di Storia Romana all’università Federico II e Claudio Buongiovanni ordinario di lingua e letteratura latina all’università della Campania Vanvitelli. Oggetto del discutere non poteva essere che Tacito.






