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Olio extravergine verso il futuro: l’Umbria punta alla qualità e strizza l’occhio all’innovazione

Esperti del settore a confronto a Olivolio, nel cuore di Assisi. Sul piatto nuove tecnologie, sinergia fra produttori e consorzio di tutela

di Francesca Cecchini

Una giornata condivisa tra esperti del settore, giornalisti e imprenditori ha messo al centro nei giorni scorsi, tra il Fontebella Palace e il Frantoio di Assisi, l’olio extra vergine di oliva.

Realizzato in collaborazione con associazioni produttori di olio e Associazione internazionale ristoranti dell’olio (Airo), l’appuntamento ha posto l’attenzione sull’intelligenza artificiale e l’irrigazione degli uliveti attraverso impianti sostenibili. Il futuro della produzione dell’extravergine di qualità, dunque, passa per due approcci fuori dal comune, che si discostano dalla tradizione. A sostenerlo i due frantoiani doc Andrea Gaudenzi e Graziano Decimi, che attraverso l’iniziativa si sono confrontati con i presenti, facendo il punto della situazione sullo stato attuale del settore.

olivolio 2024

Per i produttori, che dell’olio e delle loro aziende hanno fatto la parte centrale della vita, coinvolgendo anche le proprie famiglie nelle attività, è arrivato il momento di volgere lo sguardo al domani. Per lungo tempo, infatti, c’è stata troppa staticità e oggi occorre cambiare tendenza, soprattutto approfittando delle nuove tecnologie evolute. Apparecchiature all’avanguardia che da altri settori dell’agricoltura possono essere veicolati e utilizzati nel campo olivicolo-oleario. L’auspicio è che si inizino a mettere sul piatto collaborazioni e un insieme di intenti che riuniscano in un’unica filiera i produttori, così che, lavorando in sinergia, arrivando a una visione comune e, soprattutto, avvicinando le nuove generazioni al settore, l’Umbria possa crescere in modo più compatto. Quello che manca, da quanto è stato detto, è infatti un consorzio di tutela. Passo importante per rendere più competitivo il cuore verde d’Italia e realizzare un progetto che sia volano turistico (e, quindi, economico) per la regione.

Dopo la tavola rotonda è seguito un percorso sensoriale guidato da Gaudenzi e Decimi e una degustazione delle “chicche” del giovane e talentuoso chef del Frantoio Gabriele Mattiacci che dell’olio ha fatto non un ingrediente ma il protagonista in ogni sua portata. Piatti innovativi e degni di nota che non abbandonano completamente, nonostante l’abito moderno, la tradizione, almeno nei sapori che rievocano ricordi del passato impressi in ognuno di noi.

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