di Marco Brunacci
PERUGIA – Non verrà stilato un vero e proprio nuovo Piano sanitario regionale, ritenuto non necessario. Non servono progetti di medio periodo, ma soluzioni a stretto giro di posta. Piuttosto in questa fase la gente si attende risposte rapide a problemi definiti. Quindi, da qui a fine marzo si farà la somma delle iniziative e degli investimenti in sanità. Che poi sarebbe la tanto attesa controffensiva sanitaria.
Dopo il varo del programma per l’abbattimento strutturale (con 9 milioni di stanziamento) delle liste d’attesa, possono arrivare solo gli attesi, ulteriori investimenti all’ospedale ex Silvestrini ma con mezzi propri. I 70 milioni del fondo nazionale (ex articolo 20) stanno diventando fin da subito un polmone per far respirare soprattutto il parco macchinari della sanità, decisamente un po’ antiquati.
L’intesa con l’Università permetterà in tempi brevi di ricoprire i posti vacanti degli apicali, insieme a una razionalizzazione di massima del servizio dei degli ospedali di eccellenza, Perugia e Terni. Gli attriti e le polemiche su Neurochirgia e Cardiologia di Perugia, sono, per assurdo, un segno che si sta davvero incidendo sul sistema. E che però bisogna saper cavalcare proteste e pretese.
Per completezza va detto che da Terni continua ad arrivare ogni genere di contestazione, anche se lì c’è stata la prima vera svolta in tema di edilizia sanitaria (quindi i necessari passi in avanti per assicurare la realizzazione del nuovo ospedale ternano, con una concreta dote in denaro, insieme al via di quello di Terni di Narni-Amelia).
Il Comune di Terni in una nota si è spinto a dire che i pazienti ternani si trovano certe volte costretti a portare farmaci da casa in ospedale. E questo a fronte dei due direttori generali che hanno assicurato agli esponenti del Comune che mai e poi mai sono successi fatti del genere. Ma il caso della Giunta di Terni è ormai da considerare un caso-limite per l’Italia tutta. Invece è di rilievo il tentativo di recuperare ritardi (in parte dovuti al Covid) che diventa lo stress-test decisivo per la sanità in generale, a fronte di una domanda di salute così tanto alta (qui come nel resto d’Italia).
La controffensiva deve dare risultati da qui all’estate. Ma le prime somme delle iniziative messe in campo (non poche per strategie e mezzi) si farà già dopo Pasqua.


