Pd / Laureti in Europa, Baiardini tesoriere e il sì della Schlein alle candidature larghe “made in Bori”

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Un’assemblea importante con la promozione di Roma della linea tenuta dalla segreteria regionale. Il mandato all’ex Cgil di recuperare crediti con obiettivi in particolare in Alto Tevere (2) e Terni (1)

di Marco Brunacci

PERUGIA – Nuova era segreteria Bori, assise regionale del Pd. Un passaggio sempre importante nella vita di un partito che è stato il riferimento della Regione per decenni.
E allora ecco che il Pd chiude il primo giro di candidature (resta fuori solo Gubbio e, almeno ufficialmente, la Regione) e fa il punto.
Due decisioni di rilievo e una comunicazione importante.

Prima decisione: l’assemblea del Pd chiede ufficialmente a Camilla Laureti di ripresentarsi alle elezioni Europee. Come dire: la Laureti sarà l’esponente Pd in corsa per Bruxelles. Laureti è la continuità, ottime referenze, molto apprezzata dalla Schlein, ma anche da considerare- per quel che si capisce – fin da subito non più una potenziale candidata per la presidenza della Regione (che oramai viene considerata da quasi tutti pertinenza della Stefania Proietti).
Seconda decisione: il nuovo tesoriere del Pd regionale sarà Paolo Baiardini, per anni segretario della Cgil umbra, e che della filiera Pci-Pds-Ds-Pd è un pezzo di storia. Nella sua mission c’è il recupero dei crediti che il Pd vanta nei confronti dei suoi iscritti.
È, come si sa, una rogna richiedere soldi. Ma Baiardini ha sempre avuto fama di concreto uomo di sindacato prima e di partito poi. Non ci mette molto a fare decreti ingiuntivi per chi non contribuisce secondo le regole del Pd.
Dicono che la sua mission preveda in particolare due obiettivi nell’Alto Tevere e soprattutto uno a Terni.
Presto si conosceranno i risultati.
Ecco invece la comunicazione, che non è roba di maniera come potrebbe sembrare a prima vista.
Il delegato della segreteria nazionale (Saracino) ha sottolineato come il Pd in Umbria sia riuscito a chiudere alleanze le più ampie possibili, secondo il modello perseguito dalla segreteria nazionale. Per concludere che Schlein e segreteria nazionale Pd sono molto soddisfatti del lavoro fatto in Umbria.
Non un riconoscimento di maniera. Magari, forse, sulla strada (per altro molto accidentata) che dovrebbe portare a un nuovo bipolarismo.
Di sicuro il primo attestato ufficiale di successo (dopo quelli riconosciuti da Umbria7) dell’era Bori.

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