di Marco Brunacci
Ridotto all’essenziale, il senso della sfida agli avversari di Margherita Scoccia, considerata favorita perchè espressione della maggioranza uscente del Comune di Perugia a guida Romizi, rafforzata dalla presenza dei Civici di Fora.
Ecco i quattro punti base.
1.«Amministrare un capoluogo come Perugia non è uno scherzo». La prima sfida è sulla “competenza”. La professionalità (il lavoro di architetto) e l’esperienza fatta a Palazzo dei Priori. Il messaggio diretto ai contendenti: si deve studiare, non ci si improvvisa.
2.«Conoscere il passato per capire il presente e orientare il futuro». Non è un caso che qui lasci la linea dell’ortodossia romiziana, principesco nel suo non ricordare le magagne del passato, per riferire della Perugia ante-Romizi.
Pescando qua e là, Scoccia infila dati e istantanee di un’altra epoca: 103 milioni spesi per il minimetrò, 12 centesimi a cittadino per 30 anni e troppo costoso anche da rottamare. La “nostra soluzione è il Brt, Bus Rapid Transit, il Metrobus, che collegherà anche l’ospedale”, con fondi Pnrr e che “costerà ZERO ai perugini”.
Poi, i debiti. “C’erano 133 milioni di indebitamento e 35 di disavanzo. L’opera di risanamento è stata immane”. Ora però “avremo i soldi da spendere per la città”.
Ma il raffronto viene fatto anche con la città dei record di morti per droga (38 nel 2007). “Nel 2012 coltellate in centro, colpi di pistola in piazza Danti, risse in corso Vannucci. Nel 2014 per la “7” siamo la capitale della droga. Per il Ministero degli Interni una delle città più pericolose d’Italia. Poi nel 2014 la giunta Romizi, un approccio non ideologico, pragmatico. Tutte le istituzione a combattere il fenomeno”. E “Perugia ha saputo rialzarsi”.
3.1Non mi sono mai piaciute le parole vuote su proposte irrealizzabili di progetti impossibili». Ecco la terza sfida: concretezza. Perché «la rigenerazione urbana della quale mi sono così tanto occupata, è una serie di realizzazioni». Ed elenca: da Ponte San Giovanni agli Arconi, al Turreno «che non sarà un parcheggio come qualcuno aveva detto in passato», agli interventi con l’art bonus, alla città green per la quale «abbiamo posto le basi», al «costruire senza consumare suolo», al «verde difeso», alle «47 scuole su cui siamo intervenuti». Per concludere attaccando: «In queste settimane ho sentito dire che Perugia sarebbe una città spenta. Credo che così Perugia sia stata ingiustamente oltraggiata». Un graffio.
4.«Il futuro non si ferma». È lo slogan scelto per la campagna elettorale e che conclude l’intervento della Scoccia. Sigillandolo per quello che è stato: un intervento tutto politico. Poco o niente concessioni al (pur inevitabile) teatro elettorale, alle emozioni, al fascino della convention.
Lo slogan scelto – come all’auditorium San Francesco qualcuno ha detto – è perfino uno slogan difensivo (ci sono cose solo iniziate o solo impostante da portare a conclusione), ma qui sta l’ultima sfida di Margherita in combattimento: il progetto politico.
Lo spiega bene col riferimento al Mercato Coperto, sul quale Scoccia (con Romizi) ha lavorato negli ultimi mesi, superando difficoltà interne ed esterne, e che ora è una macchina in corsa pronta a presentarsi al via in autunno.
Il nuovo Mercato Coperto farà di Perugia nel mondo la “città del cioccolato”, un gran bel biglietto da visita per il turismo prossimo venturo, in attesa di trovare la formula giusta per diventare anche la città del jazz.
Progetti in action. Su questo terreno Scoccia vuol portare i suoi avversari.


