M.BRUN.
PERUGIA – Per farsi un’idea di che grinta stia mettendo il sindaco uscente, in scadenza di secondo mandato ma come fosse al primo, in questa campagna elettorale doveva ascoltare Andrea Romizi stamattina.
Nel giorno dell’abbattimento dell’ecomostro di Ponte San Giovanni, monumento all’infiltrazione camorrista a Perugia, non si limita a dire che è una giornata storica per la città e la sua capacità di reagire, ma alza l’asticella su quella zona di Perugia e va a placcare, come un giocatore di rugby, chi prova a polemizzare sui suoi risultati.
Asticella più alta. «Vogliamo restituire il Tevere ai perugini. Ci stiamo puntando da tempo. I risultati stanno arrivando. La passerella è cosa fatta. Andiamo avanti dappertutto. Il grande fiume merita di essere e può e deve tornare una meta dei perugini».
La polemica sui progetti. «Sui progetti del Pnrr Perugia è stata determinata, ha messo in campo idee che le hanno permesso di essere inserita tra i 100 enti pubblici italiani (non solo i Comuni) che hanno avuto i maggiori investimenti. Più di 160 milioni stanno arrivando. A dimostrazione che i nostri progetti non erano campati in aria ma buone idee e realizzabili nei tempi previsti. Merito della nostra programmazione e del lavoro dei nostri uffici».


