Sacchi di sabbia alle finestre di Palazzo Spada

L’ amministrazione comunale di Terni diserta la firma del patto di coesione e snobba la Meloni. L’ isolamento e l’ elmetto, le caratteristiche del sindaco Bandecchi

TERNI – Bandecchi snobba la Meloni. La sua amministrazione sempre più isolata dal punto di vista istituzionale. Alla firma del patto di coesione a Bastia Umbra tutte le maggiori amministrazioni comunali erano presenti. D’altronde 210 milioni non sono noccioline. D’altronde, al di là, dei colori delle singole amministrazioni, il patto si annuncia come un contributo per rivitalizzare e ammodernare un tessuto regionale che da tempo mostra rughe e acciacchi.
Né Stefano Bandecchi, né nessuno dei suoi amministratori hanno condiviso la giornata densa di progetti futuri.
Eppure Terni nel patto di coesione non ha un ruolo secondario. I milioni per la Conca ternana superano ampiamente i 40: 15 per l’ area chimica, 9 e mezzo per la bretella Staino-Pentima, 17 per il Polo universitario a Pentima, 800mila euro per la riqualificazione dell’ edificio della Regione in via Saffi.
Denari che non hanno smosso gli amministratori comunali ternani. La strategia dei primi 9 mesi della giunta Bandecchi e’ stata quella della vertenza istituzionale perenne. Da soli contro tutti, rivendicando per Terni torti storici veri o presunti. Sportellate con la Regione, con la Provincia e anche con il Governo. Gli scontri più duri sicuramente con Palazzo Donini. L’ amministrazione Bandecchi da mesi e’ all’ attacco sui canoni idrici, i servizi sanitari, l’ambiente e le infrastrutture. Negli ultimi giorni nuovi capitoli: l’ assessora all’ ambiente Mascia Aniello ha replicato duramente alla presidente Donatella Tesei sulla discarica di Valle, utilizzata da Ast e nodo essenziale per l’ accordo di programma. Ancora, l’ assessore alla Mobilità Marco Iapadre ha criticato lo stallo sul piano regionale del trasporto pubblico che al Comune di Terni costerebbe un milione di euro all’ anno in più.

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