Stadio Liberati, il progetto d’autore (Corradi Leonelli) convince Guida

All’inglese, da 16mila posti, che recupera il campo da calcio e che costa la metà

Aurora Provantini

TERNI – Non li ha incaricati nessuno ma hanno tradotto lo stesso la loro visione di città nel progetto per il nuovo stadio Libero Liberati, che recupera parti del vecchio che non sono da buttare.  Perché? Per passione, prima di tutto. E per competenza: ne hanno progettati già 12, tra cui il San Paolo di Napoli e l’Olimpico di Torino. A maggior ragione, da ternani e tifosi di Ternana, non dare il proprio contributo di idee al “loro”, pareva strano. Chi sono?  Luigi Corradi, l’ingegnere che ha la firma sulle più importanti strutture sportive in Italia e all’estero insieme al  figlio Sandro, ingegnere anche lui e già assessore all’urbanistica,  Paolo Leonelli, l’architetto esperto di restauro che è anche consulente del sindaco Bandecchi.
«Ho 98 anni e non ho ambizioni carrieristiche» – chiarisce Corradi senior. E Sandro Corradi: «Ci mancherebbe, nessuno di noi è a caccia di incarichi. Abbiamo elaborato un  progetto che recupera parte del vecchio Liberati, che è realizzabile con 11 milioni di euro e che se sviluppato può arrivare a costarne al massimo 20. Lo ho già presentato al presidente della Ternana Calcio, Nicola Guida, proponente del project, che lo  ha apprezzato anche per il notevole risparmio».

In altre parole si tratterebbe di ripetere l’esperienza di Torino, Napoli, Viterbo e Siena, dove le ristrutturazioni (progettate dallo studio Corradi) hanno avuto l’obiettivo dell’ammodernamento alle più recenti richieste, con costi contenuti. «E dove il ritorno economico della società sportiva dipende dalla durata della concessione e dalla nuova edilizia collegata strettamente con l’attività sportiva grazie alla legge Stadi (cliniche, merchandising, ristori, commerciale, direzionale, sede sociale». La proposta: «Mantenere le linee esterne del vecchio e glorioso Liberati – spiega Sandro Corradi – caro alla memoria collettiva e ancora dotato, dopo 40 anni, di un suo festoso fascino strutturale, e limitare i nuovi interventi strutturali in acciaio all’interno, riservando al calcestruzzo esistente alcune piccole funzioni ma non quella del carico delle gradonate».

Dell’ esistente si sfrutta solo il primo anello per la movimentazione e i servizi al pubblico mantenendo quindi inalterate le aree di servizio, le scale di accesso, le recinsioni, i cancelli, i tornelli, la divisione dei settori, i parcheggi, le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, il campo di calcio. «Sono un tifoso, non solo della Ternana ma  del progetto stadio-clinica, e con questa proposta  non intendo scavalcare nessuno, casomai offrire maggiori opportunità  di realizzazione del nuovo impianto».

Uno stadio all’inglese, da 16mila posti, relizzabile durante il campionato.

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