TERNI – Manca solo uno di quegli interventi social di Stefano Bandecchi che evidentemente si e’ preso un po’ di riposo.
Per il resto c’è già tutto. Sulla discarica Ast di Valle tra Regione e Comune sono giorni di tensione. Di parole molto dure, con la Regione che accusa in sostanza il Comune di tenere bloccato il progetto di utilizzo della discarica. Un fermo che terrebbe inchiodato tutto l’ accordo di programma da un miliardo di investimenti. E con Palazzo Spada che accusa la Regione di volere lasciare ancora mano libera a una azienda che storicamente ha poco investito sulla questione ambientale.
Lo scontro e’ su una area strategica per l’ attività di Ast. L’ azienda usa la discarica per depositare le scorie. Ci sono altri quattro anni di utilizzo poi gli spazi vanno a completarsi. Occorrono quindi interventi per ottimizzare la discarica e per trovare soluzioni ambientali sostenibili per un sito che nel corso dei decenni ha accumulato tonnellate di rifiuti senza badare troppo per il sottile, come si era soliti fare quando normative e sensibilità ambientale non erano all’ ordine del giorno.
La presidente Donatella Tesei, rispondendo a una interrogazione di Eleonora Pace di Fratelli d’Italia sulla situazione dell’ accordo di programma di Ast ha toccato anche il tema della discarica.
Un vero e proprio nodo che starebbe strozzando lo stesso accordo: «Il Comune di Terni deve trovare un accordo con Arvedi sul tema della discarica, perché non si può tenere bloccato l’accordo di programma così importante per l’intera comunità».
Da Palazzo Spada non sono arrivati i video di Bandecchi ma una lunga risposta dell’ assessore allo sviluppo economico Sergio Cardinali. Data dopo data Cardinali ricostruisce i rapporti tra Comune e Arvedi sulla discarica. La tesi di Cardinali e’ che sia stato il Comune a sollecitare l’azienda, a chiedere un progetto di bonifica e di utilizzo della discarica. Un progetto finalmente prodotto da Arvedi e che entro il 14 marzo deve ricevere tutti i pareri necessari dagli enti valutatori, ad iniziare dalle autorità ministeriali e da Arpa. Nessun ritardo dunque sostiene Palazzo Spada. Che in una mano ha il calendario e nell’ altra la spada. Il solco lo ha tracciato nei giorni scorsi l’assessore all’ ambiente Mascia Aniello, una che di solito con Arvedi non ci va non di fioretto: «L’unica certezza è che oggi abbiamo un’Amministrazione Comunale che non sta dalla parte dell’azienda a prescindere: si può stare fermamente dalla parte di qualsiasi azienda solo se si garantiscono i livelli occupazionali, così come i diritti alla salute e all’ambiente, su cui finora l’Acciaieria ha investito poco o niente. Le Istituzioni tutte hanno gravissime responsabilità: una discarica-colabrodo reiteratamente ampliata in area SIN, con il placet di Comune e Regione, nel silenzio dello stesso Ministero dell’Ambiente».


