Ultima campanella per la Dante Alighieri di Città di Castello, sarà ricostruita entro il 2026

Tanta commozione prima della demolizione dello storico istituto tifernate

R.P.

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – Il trillo della campanella che risuona lungo i corridoi prima dei saluti. Ultimo giorno di lezioni alla scuola media Dante Alighieri. Dopo 62 anni, è stata voltata una pagina storica nell’istituto alla periferia di Città di Castello, dove gli ultimi studenti e insegnanti che ancora frequentavano le aule, insieme al dirigente scolastico Filippo Pettinari, al personale della segreteria e agli ausiliari, hanno salutato per sempre banchi e ambienti scolastici, i luoghi di ritrovo all’interno e all’esterno dell’edificio che hanno accompagnato il percorso di studio di intere generazioni di tifernati. Gli allievi delle classi 3A, 3B, 3C, 3E e 3F da lunedì 11 marzo andranno a lezione nelle aule ricavate dal Comune nella sede provvisoria del centro sociale del quartiere Madonna del Latte. Seguiranno così i compagni delle prime classi, che hanno iniziato l’anno scolastico 2023-2024 nelle aule della scuola media Giovanni Pascoli e quelli delle seconde, che li hanno seguiti nello stesso edificio alla ripresa delle lezioni dopo Natale.

In totale circa 110 ragazzi, ai quali l’amministrazione comunale ha garantito la continuità didattica per rispettare la rigida tempistica di avvio dei lavori stabilita dal Pnrr. Da oggi lo stabile della Dante Alighieri resterà completamente deserto, perché entro il 31 marzo è prevista la consegna dei lavori all’impresa aggiudicataria dell’intervento di demolizione e ricostruzione dell’immobile, il più grande cantiere in Umbria nell’ambito dell’edilizia scolastica, sul quale il Comune investirà complessivamente 12 milioni 293.500 euro, tra finanziamento del Pnrr, contributo del fondo nazionale per le opere indifferibili, risorse del conto termico Gse e cofinanziamento del Comune.

Progettata nel 1959, la scuola Dante Alighieri fu ultimata nel 1962 e ampliata ulteriormente nel 1971. In base agli attuali termini per la rendicontazione dei finanziamenti del Pnrr, la costruzione del nuovo complesso si dovrà concludere entro il 2026. La nuova scuola sarà un complesso scolastico di circa 4mila metri quadrati, che sorgerà nell’attuale sede del quartiere La Tina e ospiterà oltre 300 studenti in ambienti per la didattica pensati per offrire servizi a minori e adulti, con una palestra che garantirà la pratica di più discipline sportive anche in orari extrascolastici. Per la sua realizzazione saranno impiegati i più moderni sistemi di dissipazione sismica per garantire la massima sicurezza e saranno adottate le soluzioni che permetteranno un elevato comfort climatico, con la minimizzazione dei consumi energetici.

A rendere indimenticabile un momento storico per la scuola e per tutta la comunità tifernate è stata una foto che ha ritratto il personale della scuola e gli studenti dell’ultimo giorno, gli attuali insegnanti e quelli di una volta, genitori, ex allievi e amministratori comunali. Il sindaco Luca Secondi si è unito nell’abbraccio al dirigente scolastico Pettinari, alla vice Raffaela Mambrini e a tutti i presenti per l’immagine simbolo della giornata insieme a membri della giunta e dell’amministrazione.

Un momento intenso, che nessuno dei presenti avrebbe voluto interrompere e che per questo si è dilatato in abbracci, strette di mano, pacche sulle spalle e anche qualche lacrima, a sottolineare la forte emozione vissuta da tutti nel dare addio alla vecchia scuola.

Così il sindaco Secondi: «Una pagina davvero bella e intensa, che ha reso percepibile l’affetto di un’intera comunità, oltre che del personale scolastico, degli studenti e delle famiglie, per questo istituto che fa parte del vissuto di una parte importante dei residenti della nostra città». Il dirigente scolastico Pettinari ha salutato personalmente tutti gli intervenuti, in un incontro intergenerazionale bello e profondo con i protagonisti di oggi e di ieri della vita della scuola. «In questi oltre sessant’anni fra gli spazi ampi e luminosi di questa scuola – ha sottolineato il preside – si sono succeduti tanti dirigenti, docenti, amministrativi ed ausiliari che hanno curato la crescita umana e culturale di tante generazioni di ragazze e ragazzi che qui si sono intrecciate in una delle fasi più difficili e allo stesso tempo più belle della vita. Insomma un pezzo importante della storia della nostra città, che in questo momento ciascuno ripercorre secondo l’esperienza che ha vissuto».

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