di Marco Brunacci
PERUGIA – Boschi umbri, dopo gli inutili show si va verso un provvedimento ragionato ed equilibrato.
A stare alla manifestazione anti-emendamento Puletti, davanti a palazzo Cesaroni, sembrava dovesse cadere il mondo. Il mondo non è caduto. La lotta tutta ideologica sul calpestare o non calpestare il filo d’erba con lo pneumatico dell’auto della moto in tutte le aree boschive umbre serve solo a sollevare fumo. Non cambia la necessità, da una parte, di rispettare l’ambiente e, dall’altra, quella di renderlo vivo, “fruibile” – secondo un’espressione burocratica abusata – non abbandonato.
Il motivo del contendere è il famoso emendamento Puletti (consigliera regionale della Lega) che ha cancellato dalla legislazione umbra il divieto assoluto di approssimarsi ai boschi umbri con auto e moto.
Cancellare senza provvedere a fare un provvedimento organico che contemperi le due esigenze di cui abbiamo detto, come ovvio, crea uno squilibrio. Ma è sicuro che era squilibratissimo il diktat del divieto assoluto.
Tra l’altro applicato in pochissimi casi (solo in alcuni Comuni venivano fatte le multe) e quando veniva applicato finiva a ricorsi e battaglie legali. E questo per il motivo evidente che l’impianto legislativo era un’assoluta forzatura, per l’appunto tutta ideologica.
Senza girarci intorno: l’emendamento Puletti è stato fortemente voluto dai cacciatori, ma non per questo è un’aggressione all’ambiente.
A dimostrazione di quel che diciamo: nel maggior numero di regioni italiane, vale la regola aurea secondo la quale esistono aree boschive di pregio che vengono tutelate con gli appositi cartelli e le delimitazioni del caso. Chi infrange le regole viene multato pesantemente e non ci sono ricorsi che tengono. E poi esistono aree dove valgono la regole del buon senso.
La legislazione umbra, valida fino a tutto il 2023 e ora non più, secondo la quale un qualunque sprovveduto padre di famiglia che voleva fare un pic nic poteva finire a infrangere la normativa per avere posto l’auto dieci centimetri più avanti rispetto all’asfalto, è pronta per essere sostituita dal provvedimento organico di cui diceva sopra. Magari sarebbe giusto non far passare altro tempo. I boschi meritano l’attenzione che viene riservata alle materie che vengono considerate urgenti.


