TERNI – «Magari Gabriele Ghione avrebbe potuto essere il miglior Presidente dell’Asm possibile: profilo impeccabile, curriculum d’eccellenza. Magari, proprio per questo, dopo le dimissioni anticipate del presidente attuale, convergere sul suo nome – la scelta spetta a Palazzo Spada – avrebbe potuto significare scegliere l’uomo giusto al posto giusto. Peccato, allora, che l’investitura anticipata a mezzo social da parte del vicesindaco Corridore, in vena di fare lo splendido, somigli troppo al bacio della morte».
La procedura di evidenza pubblica è in pieno corso: chi vuole candidarsi per quell’incarico, potrà farlo inviando la propria manifestazione di interesse e le proprie credenziali ad un indirizzo di posta certificata del Comune, entro il prossimo 2 maggio. Per quella data – in teoria ed anche in pratica – di potenziali Presidenti e di curriculum diversi da vagliare potrebbero essercene a decine. E Corridore, invece, che fa…? A dieci giorni dalla scadenza del termine, annuncia che la scelta è già stata fatta e si tratta proprio di Ghione. Per uno come Corridore, che si presenta come uomo di legge, e che dunque non può o non dovrebbe ignorare le regole, può significare solo una cosa: l’arroganza di chi è convinto di potersi mettere le regole sotto le scarpe. Può significare insomma che i giochi, per il vicesindaco, sono già fatti e quella delle candidature da presentare entro il 2 maggio è solo una buffonata. Eppure, vivaddio, le regole esistono nonostante Corridore. Ergo, se mai la scelta dovesse cadere proprio su Ghione, gli estremi per impugnare una decisione del genere – tanto per dire – ci sono già tutti. Per uno come Corridore, più che un autogoal (questo è scontato), è soprattutto una conferma: la conferma di una certa idea (degenere) del potere, di una certa idea (idem) della politica, di una certa idea delle istituzioni (vedi sopra). Per uno come l’ingegner Ghione, come dicevamo, è il bacio della morte. Per Terni, i ternani e per il loro Comune, l’ennesima pagina di cui vergognarsi».



