TERNI – Marcia indietro del sindaco di Terni Bandecchi. Che ha ufficializzato la rinuncia ad impugnare la delibera di consiglio provinciale dello scorso giugno sulla surroga di quattro consiglieri decaduti dopo il risultato delle elezioni amministrative. La Presidente della Provincia, Laura Pernazza, esprime il suo compiacimento per la decisione. E sottolinea: «Chiederemo il risarcimento delle spese legali. Sono soldi dei cittadini usati per difenderci da un’accusa infondata».
«E’ una notizia che ci soddisfa – prosegue la Presidente – poiché siamo stati sempre sicuri della correttezza della nostra condotta, tanto più che già in fase cautelativa il Tar aveva rigettato la richiesta di sospensiva avanzata dal Sindaco di Terni, rafforzando ulteriormente la nostra convinzione di aver agito bene e nell’interesse di tutti. Forse – nota la Pernazza – anche Bandecchi si è reso conto del comportamento inattaccabile della Provincia che mai ha posto in essere forzature per escludere il Comune di Terni dalla rappresentanza in Consiglio provinciale, come invece sosteneva il Sindaco, accusandoci di “porcata totale”, di “dispetto nei confronti del Comune” e di comportamenti antidemocratici. Noi invece, con senso di responsabilità ci eravamo limitati ad applicare quanto previsto dalla legge Delrio con l’unico scopo di ripristinare la piena funzionalità dell’assemblea elettiva, organo, è bene ricordarlo, di massima espressione di quella democrazia che Bandecchi ci accusava di dileggiare. Tutte accuse infondate di cui evidentemente, in un momento di resipiscenza, lo stesso Bandecchi si è finalmente accorto, tanto da rinunciare a ricorrere al Tar».
La Pernazza aggiunge: «A questo punto però dobbiamo anche far sapere che lo sforzo del Sindaco nel cercare invano di dimostrare la scorrettezza della Provincia, ha comportato impegni da parte nostra, oltre che lavorativi, anche economici. Amministrare non è un gioco per passare il tempo libero ma riguarda la corretta gestione anche e soprattutto del denaro pubblico. Proprio per questo per essere stati cioè costretti, nostro malgrado, ad usare i soldi dei cittadini per difenderci da un’accusa infondata e che lo stesso accusatore ha lasciato cadere, chiederemo il risarcimento di tutte le spese legali sostenute finora».


