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PERUGIA – Taglio del nastro martedì 23 aprile a Perugia per la seconda edizione di Archeo Design, progetto realizzato dall’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci in collaborazione con i Musei nazionali di Perugia – Direzione regionale musei Umbria, in particolare con il Manu.
Nello specifico, partendo dai reperti archeologici ospitati nel museo di piazza Giordano Bruno, i giovani allievi dell’Aba hanno realizzato una collezione ispirata ad antichi arredi e oggetti utilizzati dagli Etruschi per la cura del corpo, riproponendoli in stile contemporaneo, con materiali naturali, e rendendoli in gran parte strumenti o accessori ecosostenibili. In tutto una ventina di opere.
Presenti all’inaugurazione il direttore dei Musei Costantino D’Orazio, la direttrice del Manu Tiziana Caponi, il presidente dell’Accademia Mario Rampini, la direttrice dell’Accademia Tiziana D’Acchille, le docenti referenti del progetto portato avanti dal Triennio del corso di Design, Elisabetta Furin (coordinatrice del dipartimento di Progettazione e arti applicate) e Maddalena Vantaggi (coordinatrice del biennio di Progettazione sostenibile), Andrea Pascucci (presidente Adi Umbria).
Parole d’ordine all’Aba: studio e ricerca. Le parole della direttrice D’Acchille.
Una sinergia tra due importanti istituzioni culturali dell’Umbria, condivisa anche dal presidente Rampini che in prima persona ha traghettato negli anni la ripresa e la statizzazione della “Vannucci”, cambiandone radicalmente le sorti. Rampini ha, dunque, espresso «grande soddisfazione per gli importanti traguardi raggiunti oggi dall’Accademia, sia sotto il profilo della didattica che della ricerca, ma soprattutto della grande ripresa nel numero delle iscrizioni, segno del crescente appeal dell’Accademia».
Fondamentale la collaborazione tra Aba e Manu per aiutare gli studenti a leggere cosa davvero si nasconde dietro questi reperti che sono stati di ispirazione per gli autori delle opere. Il commento della professoressa Furin.
«Nell’ambito della nostra visione di partecipazione e di coinvolgimento – ha sottolineato il direttore D’Orazio – abbiamo accolto con piacere la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti per il progetto Archeo Design, consapevoli che il valore della ricerca, alla quale siamo chiamati, si declina soprattutto nell’apertura verso forme inedite di indagine e di restituzione del nostro patrimonio, con predilezione per la prospettiva che le nuove generazioni sanno donarci».
Piccolo spoiler di D’Orazio che ha svelato che questa fruttuosa collaborazione con Aba proseguirà con ulteriori proponimenti, tra i quali uno in particolare a Villa Colle del Cardinale che a partire dal 21 giugno (ricorrenza della Festa della musica) sarà occupata dagli studenti Aba con interventi che rimarranno in loco per tutta la durata dell’estate.
Una sinergia condivisa anche dalla direttrice Caponi: «La collaborazione con l’Accademia di Perugia, per il nostro Istituto e per le persone coinvolte, è foriera di stimoli e spunti. Nell’ambito di questa esperienza, in particolare, è offerta ai giovani designer la possibilità di ispirare le loro opere a quelle dell’antichità, attraverso il confronto visivo con reperti. Questo accostamento permette di valorizzare il patrimonio materiale del Museo e di rimettere in circolo, in un quadro articolato e vivacissimo come è quello della società contemporanea, modelli figurativi ed immagini del tutto inaspettate».




IL PROGETTO
Dopo la prima edizione dedicata allo studio del convivio etrusco, gli allievi del triennio di Design si confrontano in questo 2024 con i riti e gli strumenti dedicati alla cura del corpo, altro aspetto fondamentale della cultura antica. La civiltà etrusca era nota per la sua eleganza e per i suoi gusti raffinati: donne e uomini prestavano in egual modo grande cura al loro aspetto fisico, espressione di un “decoro” inteso come consapevolezza del proprio valore.
Attraverso lo studio degli oggetti e dei gesti di cura, gli Etruschi ci raccontano l’importanza del recupero di una connessione più profonda con il nostro essere, con il nostro ritmo interiore e la sua natura. Nello specchio del passato possiamo infatti ritrovare un invito a migliorare il nostro presente.
Nella cultura della cosmesi e della skincare etrusca, risulta estremamente attuale il ricorso a materie prime naturali, cosmetici vegetali – oggi si definirebbero vegani – detergenti solidi e biodegradabili, contenitori ricaricabili “refill” e strumenti riutilizzabili per ridurre l’impatto ambientale.
Tra i prodotti realizzati dai giovani designer, in collaborazione con artigiani e aziende, si trovano profumatori per accompagnare i momenti della cura, per esaltare l’aspetto rituale dell’uso di fragranze, nonché set da massaggio per condividere con altre persone momenti di relax e di scambio. I beauty-case progettati dagli studenti per la casa contemporanea, come in quella antica, diventano oggetti d’arredo con i quali esporre e non più nascondere gli strumenti della cura. Infine, piccoli accessori e complementi, da indossare o da esibire come moderni amuleti, coniugano la funzionalità con l’aspetto decorativo.
In mostra, accanto ai progetti degli allievi, anche l’edizione speciale della collezione “Magna Graecia”, realizzata durante un workshop in collaborazione con il designer Antonio Aricò e l’azienda Seletti.




Gli studenti del corso di Design, progettazione artistica per l’impresa che hanno realizzato gli oggetti, sono: Benedetta Bizzarri, Luca Cassano, Rongjun Chen, Zhihang Chen, Duan Yingjie, Alessia Falconi, Feng Yuan Yuan, Aurora Fioravanti, Gao Huan, Geng Xinyi, Gong Zheng, Gu Tianle, Sofia Gugliotta, Guo Jiajia, Guo Songyu, Hu Junyi, Jiang Jiawei, Maria Francesca Lazzari, Li Songyu, Liu Chengxun, Ma Peizhi, Valentina Merlini, Niu Taidong, Sara Palleschi, Peng Jing, Irene Porretta, Qiu Xue Yang, Ines Quacquarini, Alessio Rovella, Alice Serafini, Francesco Sorrentino, Sun Jiadong, Federica Urbano, Stefania Urbano, Ambra Vitali, Wang Dongyu, Wang Zhongyue, Wang Ziyi, Wei Jiang, Wen Xin, Wu Anqi, Xia Hedi, Yang Zhong Jin, Zhang Ce, Zhang Jichao, Zhang Zaiguang, Zhao Hongyang, Zheng Junjie, Zhong Chuqiu, Zhou Yanyang, Zou Jiu Jiu.
Orari di visita: dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 19), chiuso il lunedì e tutte le terze domeniche del mese.


