Aurora Provantini
TERNI – «Chiaramente Terni non è una città tranquilla. Correttamente il sindaco non ha fornito alcuna relazione al prefetto sull’attività dei vigilantes perché il progetto è di UniCusano e spetta all’università relazionare il prefetto. Giustamente il Comune ha fatto tutto quello che poteva fare avendo un compito residuale in materia di sicurezza».
Il vicesindaco Riccardo Corridore rende noto che il «il 27 marzo, con nota protocollata il sindaco Bandecchi ha inviato una lettera a sua eccellenza il Prefetto chiedendo, tra l’altro, la possibilità di utilizzare anche a Terni il progetto nazionale che prevede la dislocazione in città di pattuglie di militari». E essere inseriti nel progetto Strade Sicure – sulla base della Legge n. 125 del 24/7/2008 – significa poter impiegare il personale militare appartenente alle Forze Armate per specifiche esigenze di prevenzione della criminalità. Nella missiva di marzo – riferisce Corridore – si evidenzia come la sicurezza percepita desti preoccupazione nella cittadinanza ma che la sicurezza resta materia di competenza esclusiva del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. «Tra il Comitato e il Comune comunque -sottolinea Raffaello Federigi – i rapporti sono buoni e di massima collaborazione». «Quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto», dice in pratica il vice sindaco. E poi lo ricapitola in un comunicato avendo dovuto sospendere la conferenza stampa sulla sicurezza perché il consigliere di minoranza Ferranti (FI) è intervenuto in aula e trattandosi, appunto, di una conferenza stampa, a fare domande poteva essere esclusivamente la stampa. «Quello che è successo oggi è indecoroso» – ha tuonato il consigliere di Ap con delega alla sicurezza, Raffaello Federighi. Non che fosse meno indecoroso fare colazione in aula. A conferenza iniziata, mentre Federighi dice «La sicurezza non è un argomento da salotto», la consigliera di Ap, Agnese Passoni si mette a mangiare e a bere.
Ad ogni modo, nel comunicato il vicesindaco e ricapitola le cose che il Comune si è impegnato a fare: favorire il progetto di studio sulla sicurezza nel territorio comunale da parte dell’Università Cusano, della durata di un anno, con termine previsto nell’agosto 2024, impiegando personale della Securpool per undici unità (8 in fascia notturna e 3 in fascia diurna) e relative auto in livrea nelle ore notturne, con compiti di vigilanza ai beni comunali, i cui dati saranno posti a disposizione non appena resi disponibili dai responsabili; completare e ampliare la pianta organica della Polizia Locale, avviando l’iter concorsuale per 40 nuovi agenti; incrementare il numero di telecamere (circa 20) nel territorio comunale, includendo aree sensibili e parchi pubblici.
«Nella missiva abbiamo avanzato anche delle proposte, oltre a quella della presenza dei militari:
istituire un tavolo per la sicurezza per analizzare l’evolversi della situazione specifica e predisporre la migliore collaborazione possibile tra questa Amministrazione Comunale, la dipendente Polizia Locale, le Forze di Polizia e le organizzazioni connesse; esaminare la possibilità d’integrare il personale della Securpool (composto da guardie particolari giurate), combinando i loro compiti principali con attività di monitoraggio e avviso alle Forze di Polizia in presenza di sospette attività illecite, nelle modalità indicate e sotto la direzione tecnica del Questore, con divieto d’intervento diretto, similmente a quanto già efficacemente realizzato in altri comuni italiani» .







