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Lungarotti al Vinitaly festeggia novità e traguardi

I 7 VIZI GASTRONOMICI | Diego Diomedi, i 50 anni del museo del vino di Torgiano e le 60 candeline per il Rubesco

di Diego Diomedi

PERUGIA – Lungarotti sarà presente al Vinitaly e lo farà da protagonista. Quest’anno si festeggiano i 50 anni del museo del vino di Torgiano. In fiera infatti saranno portate ed esposte alcune opere di uno dei musei sul vino più interessanti in Italia. Ma non solo, perché quest’anno sono anche i 60 anni del Rubesco Riserva Vigna Monticchio, il vino di punta dell’azienda. Le novità comunque non si esauriscono così. Verrà presentato anche un restyling della linea “Il Pometo”, molto apprezzata dal mercato.

Il Museo del Vino di Torgiano compie 50 anni. Per festeggiare questo anniversario Lungarotti esporrà al Vinitaly, nello spazio riservato al MASAF, 34 opere che raccontano i molteplici usi e significati del vino nel quotidiano e nell’immaginario dalle origini ad oggi. I visitatori avranno così l’opportunità unica di ammirare una collezione di pezzi straordinari, tra reperti archeologici, ceramiche, incisioni e opere contemporanee, con testimonianze che vanno dal III millennio a.C. fino a Picasso, Jean Cocteau, Renato Guttuso, Gio Ponti.
Inoltre, per l’occasione, Lungarotti ha ideato un’etichetta celebrativa per un’edizione limitata del Brut Millesimato Lungarotti che invita a brindare a questa ricorrenza. Definito dal New York Times come “il migliore museo del vino in Italia” per la qualità delle collezioni, nelle 20 sale dello storico Palazzo Graziani – Baglioni di Torgiano il MUVIT espone reperti archeologici, contenitori vinari in ceramica di età medievale, rinascimentale, barocca e contemporanea, incisioni e disegni dal XV al XX secolo e altre testimonianze che documentano l’importanza del vino nell’immaginario collettivo dei popoli che hanno abitato il bacino del Mediterraneo.

Il Rubesco Riserva Vigna Monticchio (Torgiano Rosso Riserva DOCG) compie 60 anni. Era il 1964 quando Giorgio Lungarotti, pioniere della moderna enologia italiana, produsse per la prima volta quello che in poco tempo sarebbe diventato il vino portabandiera di Lungarotti, considerato dalla critica tra i migliori rossi italiani. Giorgio aveva capito subito che dalla vigna Monticchio, sulle colline di Torgiano, grazie anche ad una perfetta esposizione e ad un suolo unico, si ottenevano delle uve Sangiovese straordinarie. Innovativo per i tempi, questo Cru si fece subito notare per la sua personalità netta e per il suo delicato equilibrio tra potenza e finezza.
Prodotto solo nelle annate che meritano di essere raccontate, il Rubesco Riserva Vigna Monticchio si è evoluto nello stile, sempre nel rispetto della tradizione, e oggi rispecchia la sensibilità dei componenti della famiglia Lungarotti al timone dell’azienda.

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