Redazione Perugia
PERUGIA – La polizia di Stato di Perugia unitamente a personale della Direzione centrale polizia di prevenzione ha dato esecuzione, sabato 13 aprile, a 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del tribunale di Perugia nei confronti di 3 cittadini tunisini, ritenuti responsabili di due violente aggressioni nei confronti di un giovane connazionale, accusato di aver intrapreso un percorso di conversione alla religione cattolica. Nel corso di una delle aggressioni, la vittima è stata anche rapinata di una catenina.
L’attività d’indagine si è sviluppata a seguito delle denunce sporte dalla vittima, un ventottenne di origini tunisine, regolare sul territorio nazionale, aggredito la sera dello scorso 12 novembre nel quartiere di Ponte San Giovanni a Perugia da alcuni connazionali, mentre passeggiava con un amico. Nello specifico i tre uomini, dopo averlo avvicinato ed accusato di «frequentare la chiesa dei cristiani», lo avrebbero minacciato e violentemente percosso con calci e pugni, strappandogli una catenina, prima che lo stesso riuscisse a divincolarsi fuggendo. In seguito, al ventottenne, recatosi presso il locale nosocomio per le cure del caso, è stata diagnosticata la frattura di una vertebra e lesioni giudicate guaribili in 30 giorni.
Il 17 novembre scorso, il giovane mentre si trovava all’interno di un esercizio pubblico nel quartiere di Ponte San Giovanni, è stato nuovamente avvicinato da due dei tre uomini responsabili della precedente aggressione, che gli hanno intimato di ritirare la denuncia e di smettere di frequentare «la chiesa dei cattolici». Al suo diniego uno dei due ha reagito violentemente strattonandolo e minacciandolo di morte. La vittima è riuscita a divincolarsi ed a richiedere l’intervento della polizia di Stato.
Gli approfondimenti svolti dal personale della Digos di Perugia hanno consentito di ricostruire nel dettaglio i fatti denunciati, di identificare gli autori delle violenze e della rapina, ma anche di asseverare il movente della discriminazione religiosa. In tale ambito è stato accertato – anche con l’acquisizione di informazione di persone informate sui fatti – che la vittima, già da qualche mese, aveva intrapreso un percorso di conversione al cristianesimo, frequentando una parrocchia cittadina e partecipando ad alcune celebrazioni religiose, evidenza quest’ultima non accettata dai propri connazionali di fede musulmana. La questura di Perugia, ricostruita l’intera vicenda, grazie anche agli elementi d’indagine forniti dalla Digos, ha chiesto per tutti l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere.
Il Gip del tribunale di Perugia, sussistendo gli elementi in ordine alla gravità dei fatti contestati, valutati i numerosi precedenti di polizia degli indagati e ritenuto alto il rischio di reiterazione del reato, ha disposto per tutti la misura della custodia cautelare in carcere. Contestualmente agli arresti, sono state eseguite perquisizioni personali e domiciliari che hanno consentito di rinvenire e sequestrare un telefono cellulare che sarà oggetto di successivi accertamenti. Il personale della Digos e della Direzione centrale polizia di prevenzione, acquisito il provvedimento, ha rintracciato i 3 uomini e li ha accompagnati nella casa circondariale di Perugia Capanne.


