Polemica Tic: sotto la panca il bar di Terni non campa

Ultimo giorno per il festival degli influencer. Buoni i numeri, pessimi i rapporti con le attività del centro

TERNI – Il Tic Festival la parte sua l’ ha fatta. Tutti gli altri protagonisti della città no. Perché la manifestazione ha  contributo a rivitalizzare il centro ma la città si è fatta trovare impreparata. Divisioni, scambi di accuse, incapacità complessiva a fare sinergia. Non è la prima volta che accade. Basta pensare alle ultime edizioni di Umbria Jazz. La polemica sui tavolini negati ai bar che affacciano su piazza della Repubblica e piazza Europa è clamorosa. Dehors che per tutto l’ anno vengono ritenuti consoni all’ arredo delle principali piazze di Terni, per tre giorni sono stati rimossi.  Gli esercenti l’hanno vissuta come una vera e propria discriminazione. Loro che pagano migliaia di euro l’ anno per l’ occupazione del suolo pubblico, messi da parte, quando a pochissimi metri i tavoli in legno di abete e le panche dello street food fanno “bella mostra”.

I titolari dei pubblici esercizi e tutti i commercianti del centro, solidali,  hanno gridato allo scandalo.

Non sono mancati faccia a faccia molto duri tra alcuni di loro e un’ assessora della giunta Bandecchi. Un episodio che si è verificato sabato mattina concluso senza particolari strascichi.

La caffetteria che ha lo spazio più importante in piazza della Repubblica si è rivolta ad un legale: chiederà i danni della perdita di fatturato al Comune di Terni e molto altro.   Loro e altri otto esercizi pubblici sono rimasti gli unici a finire sotto la panca.  Nel senso che i tavoli messi al bando sono stati esclusivamente i loro. Le panche dello street food messe tra piazza della Repubblica e piazza Solferino piazza della Repubblica senza tavoli all’aperto mentre in piazza  Solferino i ristoratori hanno apparecchiato all’aperto per servire la cena visto il clima estivo. «Finalmente, piazza Solferino senza auto» – il commento di un cliente.

La polemica sui tavoli negati ha portato ulteriori tensioni istituzionali tra  Comune,  Prefettura e  Questura. Come se non bastassero quelle generate dalla richiesta dell’ esercito in strada da parte del sindaco Bandecchi. «Richiesta eccessiva perché Terni non è la Calabria» – fa replicato il prefetto.  Bandecchi ha detto che i tavoli nelle piazze della Repubblica ed Europa non li ha voluti il questore. E il sindaco si è dipinto come un maggiordomo che esegue gli ordini. Ma per i bar, ormai, la frittata è fatta.

L’ascolto prima di tutto, la Caritas di Perugia in prima linea per aiutare il prossimo

Bandecchi come l’Enel, ora diffonde la luce dei suoi numeri. Ma gli altri leader (e altri sondaggi) continuano a non filarselo