TERNI – Una Passione che dura da trecento anni. Da quel 7 aprile del 1724 – venerdì Santo – in cui Johann Sebastian Bach (1685-1750) eseguì per la prima volta la sua Passione secondo Giovanni nella chiesa di San Nicola a Lipsia. Una composizione subito criticata perché “troppo operistica e troppo innovativa” ma che rappresenta ancora oggi una pagina fondamentale della musica sacra. La Passione secondo Giovanni subì diverse revisioni da Bach: se ne contano quattro versioni. Cinque, in realtà, se si considera la versione che è il frutto di una “mescolanza” delle quattro precedenti. Ma è per celebrare il tricentenario della prima esecuzione che la Società Bachiana Italiana e il Conservatorio Briccialdi hanno promosso due eventi di grande importanza.
Una mostra, “300 anni di Passione: la Johannes Passion di Bach” , visitabile fino al 3 aprile presso il Conservatorio Briccialdi: un’esposizione di roll-up e l’accesso a una piattaforma digitale, offre un’esperienza immersiva che delega la narrazione della Passione a fittizi “testimoni” coevi di Bach. Una conferenza, alle ore 17 di mercoledì 3 presso la Sala Falchi del Briccialdi tenuta dalla musicista e teologa Chiara Bertoglio, a cura di Silvia Paparelli, docente di Storia della musica. Ma anche la rappresentazione dell’opera. Giovedì 4 aprile, alle ore 20, 30 nella chiesa di San Francesco, si potrà ascoltare il capolavoro bachiano nell’esecuzione dell’Accademia Hermans e del Coro da camera Canticum novum diretto dal maestro Fabio Ciofini. Gli interpreti: Sergio Foresti (Jesus), Carlo Putelli (Evangelista), Lucia Casagrande Raffi (soprano), Lucia Napoli, (mezzosoprano), Roberto Manuel Zangari (tenore), Federico Benetti (basso).


