TERNI – Una firma per tutelare pascoli e sentieri di montagna dall’accesso indiscriminato dei veicoli a motore e dire no alla politica nera della destra sulle questioni ambientali. Così il Movimento 5 Stelle Umbria intende dare forza alla proposta verso i sindaci dei 92 comuni umbri di adottare un regolamento comunale sulla scia di quello che l’assessore Luca Tramini ha presentato al Comune di Narni. Con l’obiettivo di tutelare la montagna e l’ambiente in generale e per interdire il traffico motoristico nelle aree di pregio, nei percorsi turistici e nei cammini spirituali.
I punti per la raccolta firme per il 6 aprile: Perugia: 9:00-19:00, Via Caprera 30 (Sede gruppo territoriale); Terni: 9:00-19:00, Largo Villa Glori; Foligno: 16:00-19:00, Corso Cavour, Città di Castello: 9:00-13:00, Piazza Matteotti; Umbertide: 9:00-13:00, Via della Stella; Città della Pieve: 9:30-12:30, Mercato; Amelia: 10:00-18:00, Viale dei Giardini.
Il 7 aprile a Perugia: 9:00-19:00, Corso Vannucci; a Terni: 9:00-19:00, Largo Villa Glori; Foligno: 16:00-19:00, Corso Cavour, Assisi: 9:00-13:00, P.zza Garibaldi – Santa Maria degli Angeli, Amelia:10:00-18:00, Viale dei Giardini
Nella nota diffusa dal partito si legge: «Il regolamento è già stato proposto in alcuni comuni dove siamo presenti in giunta, ad esempio oltre al Comune di Narni, nei comuni di Spoleto e Assisi. Dal 1 gennaio 2024, la giunta Tesei ha trasformato sentieri, boschi e pascoli dell’Umbria in autostrade per mezzi a motore. Lo ha fatto con un emendamento della leghista Emanuela Puletti inserito nella legge di Bilancio di Previsione 2024, già approvato dalla Regione, che modifica l’art. 7 della legge regionale 28/2001. Emendamento approvato senza alcuna istruttoria, senza alcun dibattito o approfondimento nella Commissione competente, senza aver audito alcun portatore di interesse e senza alcuna valutazione nel merito da parte degli uffici tecnici dell’Assemblea legislativa, né della giunta regionale. Così la giunta ha dato il via libera a ogni tipo di transito dei veicoli a motore sui sentieri e mulattiere, creando un vuoto normativo che mette a rischio chi ogni giorno vive la montagna. Scaricando su comuni, comunanze e realtà che vivono i territori, in particolare aree interne, l’onere anche economico di tabellare i sentieri. Un obbligo che le finanze delle amministrazioni locali non potranno sostenere e che saranno causa nella migliore delle ipotesi di debiti fuori bilancio, se non di vere e proprie omissioni di legge».
«Il M5S si è già battuto sulla difesa della montagna in consiglio regionale – prosegue la nota – appoggiando la protesta di agricoltori, associazioni ambientaliste e CAI che minacciano ricorso al Tar. Manifestazioni contro questa norma leghista già si sono fatte sentire. Anche in Parlamento il Movimento 5 Stelle si sta facendo sentire. Il vicepresidente della Camera Sergio Costa, ex ministro dell’Ambiente e coordinatore del Comitato Pianeta 2050, con il supporto di Emma Pavanelli ha presentato un’interrogazione al ministro Pichetto Fratin perché la norma leghista adottata in Umbria va contro diverse Direttive europee, tutte volte a tutelare la biodiversità e gli ecosistemi. La sciagurata norma leghista va contro tutti e crea problemi in differenti settori. Va contro chi vive e lavora faticosamente in quelle zone che sono un patrimonio prezioso da preservare e non il parco giochi di pochi. Il passaggio indiscriminato di mezzi a motore causerebbe danni irreparabili al terreno, alla flora e alla fauna selvatica, con un impatto devastante sull’ecosistema montano, danneggiando anche le tartufaie, una risorsa preziosa per il territorio. Senza dimenticare il disagio e i potenziali danni per le imprese agricole che investono in queste aree. Impossibile immaginare controlli adeguati da parte delle autorità a causa della vastità della rete sentieristica, con il rischio di un proliferare di abusi. Il danno non sarebbe solamente per gli umbri, ma anche per i turisti».





