«A distanza di secoli Sant’Ubaldo ancora ci indica la via»

In cattedrale a Gubbio l’omaggio al patrono della città

R.P.

GUBBIO (Perugia) –  A poche ore dal termine di una edizione dei Ceri indimenticabile, la città si è ritrovata per celebrare il proprio protettore celeste. La cattedrale del Santi Mariano e Giacomo, nella mattinata di giovedì 16 maggio, ha ospitato il tradizionale omaggio della comunità eugubina per la festa del vescovo e patrono Sant’Ubaldo. La solenne messa pontificale è stata presieduta dal vescovo Luciano Paolucci Bedini e concelebrata da numerosi sacerdoti del clero diocesano, alla presenza di autorità civili e militari, oltre che dei rappresentanti delle città e delle comunità gemellate con Gubbio.

Monsignor Paolucci Bedini ha voluto ricordare «l’alto ministero che il nostro padre Ubaldo ha compiuto per il suo popolo, fino all’ultimo giorno della sua vita. Il suo offrire per noi la sua vita, e il sacrificio pasquale di Cristo che celebrava sull’altare, erano un tutt’uno, affinché anche la corona dei fratelli, che lo circondava, rimanesse saldamente unita e solidale in questa fede».

Il vescovo a quindi esortato «a continuare ad essere quella rete di fraternità che il nostro patrono ha tanto desiderato e per cui è vissuto. Immagine che riverbera nei colori e nelle gesta del grande omaggio dei Ceri che anche ieri si è consumato festoso alla vigilia della solennità. Saluto il sindaco Stirati, tutti i sindaci e i rappresentanti dei Comuni della nostra diocesi e delle città gemellate con Gubbio. Esprimo i più sinceri complimenti, e il segno della mia personale stima, a chi ha guidato e animato la Festa, dai capitani ai capodieci, e attraverso di essi a tutte le componenti ceraiole presenti, come anche a tutte le forze dell’ordine che hanno garantito per tutti noi la sicurezza e il rispetto delle norme».

Ha proseguito il presule: «Quante volte Sant’Ubaldo è intervenuto nella vita cittadina ed ecclesiale chiamando i suoi semplicemente figli e fratelli. E continua a farlo anche oggi, nei confronti di ciascuno, per aiutarci a godere insieme di una gioia duratura, che è vera perché non dipende da noi e non esclude nessuno. Nulla temeva, tutto ha affrontato con mitezza e letizia, e in tutto ha saputo cogliere la via del bene, senza mortificare nessuno, e tenendo a cuore il cammino e la fatica di ogni suo figlio, perché le sue radici erano ben piantate nella sorgente della certa allegrezza. Per dono della sua potente intercessione possiamo continuare ad invocarla sul nostro popolo».

Parrano

A Parrano un tuffo nel medioevo tra tradizioni e ritorno alle origini

Innovazione e responsabilità sociale, l’umbra Ecosuntek premiata tra le eccellenze d’Italia