Centrodestra, le liste. «Le idee e il fare prima e oltre le ideologie. Perugia è e resterà dei perugini. Non si tornerà indietro»

Il giorno della convention di Margherita Scoccia. Da Paola Fioroni a Marco Squarta, Rende e Vignaroli e tutti gli schieramenti in appoggio

m.brun.

PERUGIA – Centrodestra, il giorno delle liste. Margherita Scoccia si gode il Capitini pieno e fa un ingresso tra gli applausi, da convention anglosassone.
Sul suo intervento e quello di Romizi torneremo. Questi invece gli interventi di coloro che hanno presentato le liste.

Paola Fioroni (Lega) che non ti aspetti, in versione pasionaria: «No l’uso strumentale di felicità, ma il nostro termine è fiducia. In Margherita abbiamo fiducia, in questa coalizione coesa sappiamo di poter contare. Nella voglia di futuro di Perugia abbiamo fiducia. Indietro non si torna».
Marco Minelli (Futuro giovani): «Il futuro siamo noi giovani e faremo di tutto per non tornare indietro».
Lorenzo Pagana (Udc): «L’Udc vuole l’inclusione e la lotta alla povertà, è per l’economia circolare e il rispetto dell’ambiente. Per questo stiamo con Margherita».
Giovanni Rende (Perugia civica): «Romizi è tornato sindaco con un grande consenso perchè è stato capace di mettere prima le idee rispetto alle ideologie. Perugia è di tutti significa credere nei sogni di tutti noi insieme a Margherita».
Edoardo Pannacci (Fare Perugia – Andrea Romizi-Forza Italia): «Andrea Romizi ha sempre incontrato e ascoltato tutti, senza preclusioni, con il suo pluralismo concreto e la sua politica del fare. Il metodo Romizi è questo: pluralismo (e noi abbiamo con noi le associazioni di Andrea Fora e Gianluca Tuteri) e il fare grazie al quale la Perugia dei pochi è diventata la Perugia di tutti. E questo sarà ancora con Margherita Scoccia».
Linda Boranga (Perugia amica): «Siamo qui perché vogliamo una Perugia amica anche degli animali, città pet friendly».
Francesco Vignaroli (Progetto Perugia): «Dopo decenni di immobilismo Perugia si è rimessa in moto. Non posso non ricordare Francesco Calabrese e il suo apporto – grande applauso -. C’è chi evoca il passato per coprire la fragilità programmatica e la composizione per nulla omogenea rende i nostri avversari inadatti al governo della città».
Marco Squarta (Fratelli d’Italia) che si toglie i sassolini dalle scarpe: «I nostri assessori si sono ritrovati 10 anni fa con 134 milioni di disavanzo, 1 milione all’anno di interessi passivi all’anno, i bilanci per i quali far fronte del minimetrò, pochissimi soldi messi per le buche. E ora sento cose incredibili e voglio dirlo chiaro: il Pd non ha senso del pudore e della vergogna. Sento dire: il Pd: “Riprenderemo Perugia” e voglio stavolta rispondere: cari piddini, Perugia è dei perugini e dei perugini resterà». Conclude con l’applauso più lungo e appassionato del pomeriggio.

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