Custodi di vita e di futuro a Cascia: ecco “le donne di Rita”

La consegna del riconoscimento in Basilica

Redazione Perugia

CASCIA (Perugia) – Annunciati i nomi delle “donne di Rita”, Riconoscimento internazionale Santa Rita che, in questo 2024, è andato a Cristina Fazzi, che da medico nello Zambia cura i bambini che sono gli ultimi della società; Virginia Campanile, che ha perso suo figlio ma è mamma per tanti genitori e ragazzi in difficoltà; Anna Jabbour, profuga siriana che per sua figlia ha attraversato la guerra divenendo testimone di pace. Tre donne diverse ma unite, come tante nel mondo, dalla scelta di essere oggi, come Rita ieri, “custodi di vita e di futuro”.

“Donne di Rita”, così sono chiamate le donne scelte per il prestigioso Riconoscimento internazionale Santa Rita, che dal 1988 premia donne che come Rita da Cascia sanno incarnare ancora oggi i suoi valori, su cui si fonda il nostro presente, che è il domani del mondo. Il 21 maggio alle 17.30, nella Basilica di Cascia, riceveranno il riconoscimento.

Cristina Fazzi, medico di Enna (Sicilia), riceve il Riconoscimento internazionale Santa Rita 2024 per il rispetto, la giustizia e l’amore con cui nei suoi 24 anni di servizio, professionale e umano, nello Zambia, in Africa, ha protetto la vita e costruito il futuro di tante persone nelle aree di estrema povertà, con un’attenzione speciale ai bambini e ai giovani, in una società dove sono ultimi tra gli ultimi, spesso abusati e maltrattati: ha creato il primo centro di salute mentale del Paese per i minori e progetti formativi, per generare opportunità di cambiamento e realizzazione.
Virginia Campanile, che vive a Otranto (Lecce), riceve il Riconoscimento Internazionale Santa Rita 2024 perché dal dolore indescrivibile per la perdita del figlio Daniele e dalla libertà e pace acquisite grazie al perdono offerto a chi ne ha causato la morte in un incidente stradale, ha fatto nascere un ‘investimento d’amore’ che condivide con gli altri: ascoltando e aiutando tanti genitori toccati dal lutto a ritornare a vivere e impegnandosi coi giovani per tutelarli nella fragilità sociale e psicologica, accompagnandoli a riscoprire la bellezza della vita.
Anna Jabbour, che è nata ad Aleppo (Siria) ma oggi vive a Roma, riceve il Riconoscimento Internazionale Santa Rita 2024 per la testimonianza di pace, fratellanza e fede che incarna con la sua storia: da profuga di guerra a mamma di speranza e coraggio per sua figlia e allo stesso tempo per tutti coloro che incontra. Anna non ha mai perduto il forte desiderio di sognare e impegnarsi per un futuro di umanità e unione che possa cancellare ogni odio e sofferenza.

San Francesco al Prato

La vita di una scrittrice in crisi nelle pagine del libro di Veronica Raimo

Gerardo Dottori e Luisa Spagnoli: a Perugia una scoperta d’arte che emoziona