Da Civitavecchia a Civitanova a piedi, Stefano Kino Ferri: «Il cammino per scoprire e ri-scoprirsi»

Il titolare del ristorante “La Pecora Nera” di San Gemini racconta la sua impresa tra difficoltà e soddisfazioni

di ELENA CECCONELLI

TERNI – 12 giorni per completare 296 km a piedi. Solamente munito di uno zaino in spalla. Ma con una grande determinazione e forza di volontà. Quella “testardaggine” come la definisce lo stesso Stefano Kino Ferri, che lo ha spinto a finire un’impresa ardua ma bellissima. «Il caldo, le salite in montagna, qualche chilo di troppo, ma entro 12 giorni mi ero stabilito di completare il percorso che avevo prefissato e con la tenacia ci sono riuscito e ne sono uscito con un bagaglio esperienza e personale arricchito» racconta Stefano. 

Stefano è il titolare del ristorante situato nel borgo di San Gemini, chiamato “La Pecora Nera”. Già nel 2019 aveva effettuato un cammino simile, partendo da San Gemini per arrivare a Potenza Picena. A distanza di 5 anni però Stefano ha voluto rimettersi lo zaino in spalla e ripartire, per completare il percorso “cost to cost” e concetrizzandosi l’occasione, ha preso l’essenziale per il viaggio ed è partito. «Sono partito mercoledì 8 maggio da Civitavecchia – spiega Stefano – per arrivare a Civitanova domenica 19 maggio. Percorrendo Monte Romano, San Martino del Cimino, Vasanello, Narni/San Gemini, Spoleto, Sellano, Colfiorito, Tolentino, Piediripa, Civitanova. Mi sono mosso sempre e solo a piedi. Ogni tanto qualche amico di San gemini si è aggregato insieme a me. Solitamente a metà giornata capivo dove arrivavo e telefonavo per trovare dei b&b e degli hotel in cui poter alloggiare. Pensavo di metterci 12 giorni e effettivamente è il tempo che ci ho impiegato e ne sono felice perché ho dimostrato di esser testardo e di riuscire a raggiungere gli obiettivi che mi prefisso»

Un’esperienza sicuramente impattante, che lascia insegnamenti: «Ho potuto assaporare le transizioni, le sfumature – prosegue Stefano – Camminando da Civitavecchia a Monte Romano avrò visto almeno 50 qualità di piante diverse. Il cammino aiuta ad affrontare le situazioni e ti permette di fermarti ad analizzare quanto abbiamo intorno con una prospettiva diversa, con più tempo a disposizione».
In totale Stefano ha percorso 296 km circa, in alcuni casi ha dovuto modificare il percorso, specifica in eccesso, perché ha dovuto scavalcare un punto troppo difficile ed effettuando dei percorsi alternativi rispetto a quelli predefiniti. Spesso ha dovuto valutare le strade anche in base al clima e all’orario. 

«Sicuramente ci sono state delle difficoltà fisiche – confida Stefano – come il portarsi in giro lo zaino e i conti con la propria corporeità, tuttavia è fondamentale l’approccio mentale, il voler portar a termine un obiettivo e continuare a perseguirlo. Porti a casa l’esperienza con la mente più che con il corpo. Chiunque dopo qualsiasi di esperienza matura e cambia, il fatto fondamentale è di esserne consapevoli. Le difficoltà sono rapportate alle soddisfazioni fatte, alle scoperte, agli amici che si sono aggregati».

Cantiere del Verdi: in corso Vecchio si colora, in via dell’Ospedale si deteriora

Asma? Al Grocco di Perugia due giorni di visite gratuite