Aurora Provantini
TERNI – Ha rivestito e tuttora riveste incarichi dirigenziali in Italia e all’estero. Da due mesi è anche direttore della struttura complessa di Cardiologia del Santa Maria di Terni, oltre che direttore della struttura complessa di Cardiologia e Fisiopatologia Cardiovascolare presso l’Azienda ospedaliera di Perugia e professore Ordinario di Cardiologia dell’Università di Perugia.
Professore, quali cambiamenti porterà a Terni?
«Spero tanti. Anche se quando parliamo di Terni parliamo già di una grossa cardiologia, dotata di tutte le sotto specialità, che già operano con ottimi risultati. In particolare, dall’emodinamica – che si occupa di diagnosticare e curare i problemi che possono sorgere nell’apparato circolatorio con interventi che vengono svolti per via “percutanea” cioè senza aprire il torace, per intenderci – alla Aritmologia»
E quando inizierà la “Rivoluzione Ambrosio”?
«E’ già iniziata. Abbiamo già creato quattro ambulatori di alta specialità che si rivolgono a quattro tipologie differenti di pazienti. Un modo per razionalizzare l’assistenza al paziente cardiopatico differenziando l’offerta. Diciamo che d’ora in poi non solo sarà possibile segnalare da parte dei colleghi del territorio pazienti da prendere in carico in uno dei quattro punti assistenziali specifici, che poi verranno chiamati dal Cup, ma stiamo contattando pazienti già in cura al Santa Maria per essere presi in carico ciascuno presso l’ambulatorio di riferimento. Abbiamo attivato un ambulatorio di Emodinamica, di Aritmologia, per lo Scompenso cardiaco, per la Cardiopatia Ischemica. Per adesso quattro. Ma non è detto che ci fermiamo a quattro. Non solo. Mi sto anche impegnando per uno stimolo di ulteriore crescita professionale del già valido gruppo di Cardiologi presenti, favorendo la loro crescita in ambiti specialistici, e coinvolgendoli nella formazione dei numerosi Specializzandi che ora frequentano la Cardiologia di Terni»
Lei, tra gli innumerevoli incarichi, ha anche svolto quello di Direttore della Linea di Ricerca 1 dell’IRCCS MultiMedica per le malattie cardiovascolari nei soggetti pluripatologici. Prevede di creare un quinto ambulatori per i pazienti che hanno più patologie?
«Gradatamente, è certamente un ambito importante, che andrà opportunamente condiviso con i colleghi delle altre discipline mediche»
E continuerà a dividersi tra Terni e Perugia?
«Certamente. Una delle mie priorità è di contribuire a mettere in rete tutta la cardiologia regionale per le principali patologie. Gli anni di esperienza come Direttore Sanitario dell’Ospedale di Perugia mi hanno reso attento alla necessità che l’offerta assistenziale, e l’approccio dei professionisti nelle varie sedi siano il più possibile uniformi e condivisi. In questo modo si potranno colmare alcune differenze nella risposta ai bisogni di salute dei cittadini, e contribuire alla crescita dei professionisti»


