TERNI – Ha vinto il carro di Arrone. “Na primavera infinita”: un carro incentrato sulla primavera e sulla speranza. Ma il Cantamaggio ha vinto soprattutto la scommessa di sfilare per il centro di Terni. Perché anche quest’ anno ci sono state tante nubi sulla manifestazione che è il simbolo della Terni del Novecento. Non solo perché il meteo è stato incerto.
La 128esima edizione la sua parte l’ ha fatta. Ha portato nelle piazze e nelle vie del centro città migliaia di persone. I ternani un occhio ai carri lo vogliono sempre buttare. Perché ritrovarsi la sera del 30 aprile sull’asse Piazza Tacito – Piazza Europa vuol dire esserci nella propria città. Così d’altronde avviene da più di un secolo. I sei carri il loro ruolo lo hanno avuto. Hanno raccolto consensi e critiche, hanno acceso stupore e hanno deluso. Ogni spettatore, anche quello più distratto, si è fatto un’idea dei contenuti e si è ritrovato o meno nei temi trattati dai carri.
Eppure è stata una edizione all’ insegna della grande incertezza. Poco più di due settimane fa il presidente dell’Ente, Maurizio Castellani, aveva lanciato l’ allarme sui fondi. Dicendo che per i materiali erano serviti quasi diecimila euro. Tutti soldi anticipati dai maggiaioli. Fino a una ventina di giorni fa gli unici a farsi sentire sono stati gli sponsor. Il Comune, da parte sua, aveva sollecitato la Regione ad erogare i canoni idrici che per 50mila euro finanziano la manifestazione ternana.
Castellani, con l’ occasione, ha detto che lui e i maggiaioli una vigilia così incerta non la vogliono più vivere. Ma è difficile dire se tra un anno le cose cambieranno. I focus sono quelli delle risorse umane e finanziarie. Nonostante le migliaia di persone in piazza i volontari che lavorano ai carri sono un numero esiguo, non arrivano a quaranta. Il tanto invocato ricambio generazionale non c’è mai stato. I tentativi di coinvolgimento delle scuole sono stati episodici. Sulle risorse finanziarie il problema di importi ma di tempi: i finanziamenti pubblici arrivano sempre oltre l’ultimo minuto. E quindi i gruppi quando progettano e allestiscono un carro non sanno mai su quanto possono effettivamente contare. L’ allestimento del gigante di cartapesta è legato anche ad una questione di budget. Non basta la buona volontà e l’ impegno per allestire un carro che poi faccia effetto in piazza. Occorrono i materiali, l’ impianto elettrico, la musica. Occorrono certezze economiche possibilmente un bel po’ di mesi prima. Non è un caso che il presidente Castellani abbia dato per l’ edizione maggio 2025 un primo appuntamento a giugno 2024.






