«Il sindaco-imprenditore inasprisce le sanzioni ai gestori dei locali della movida che già pagano le tasse più alte d’Italia»

Dopo la vicenda della Ztl scoppia il caso dell’ordinanzia che disciplina l’utilizzo di impianti di diffusione sonora nei pubblici esercizi emessa senza concertazione

TERNI – L’ordinanza del sindaco di Terni sull’utilizzo di impianti di diffusione sonora nei pubblici esercizi scatena  una nuova guerra. Da una parte l’amministrazione Bandecchi, dall’altra i gestori dei locali della movida. Nel mezzo le associazioni di categoria, che non meno di un mese fa si erano lasciate con una stretta di mano e la promessa di marciare fianco a fianco. Parola d’ordine: concertazione. Sì, giusto “concertazione”.  L’ordinanza in vigore da  2 maggio,  a firma Stefano Bandecchi, non è certo frutto di una concertazione. Nessuno ne sapeva niente. «Ma l’atto è già in vigore, quindi attenzione». Confartigianato allerta i suoi iscritti. Manda una mail a tutti i titolari dei locali colpiti dalla nova ordinanza che «per gran parte ricalca la precedente (stessi orari e adempimenti)» illustrando punto per punto le differenze.

1) Riguardo alla cosiddetta musica soffusa o d’ambiente, confermata la precedente normativa, con la sola aggiunta: “I negozi ed i centri commerciali che diffondono musica durante gli orari di apertura al pubblico devono mantenere all’interno un livello sonoro non disturbante e devono evitare che la musica sia percepita all’esterno.”

2) Riguardo ai cosiddetti “concertini” confermata la precedente normativa, incluso il divieto di pubblicizzazione dell’evento musicale “in qualunque modalità effettuata”, quindi anche tramite web.

3) Riguardo gli spettacoli musicali e trattenimenti pubblici indicati solitamente come “spettacoli” (facilmente individuabili perché necessitano di autorizzazione specifica tramite la Commissione di Vigilanza) confermata la precedente normativa, salvo l’introduzione di maggiori adempimenti per luna park, circhi ed attività assimilate.

4) Riguardo le “Valutazioni di impatto acustico” doppia innovazione: si chiarisce che devono essere rinnovate se emesse antecedentemente all’anno 2017 e che il tecnico ambientale che le firma deve essere iscritto all’elenco nazionale Enteca (Elenco nazionale dei tecnici competenti in acustica istituito dal 2017)

5) Espressamente vietata la prassi di utilizzare apparecchi fissi per la diffusione di musica di intrattenimento verso l’esterno dei locali medesimi. “Negli spazi esterni privati e pubblici o ad uso pubblico, concessi in occupazione, per la diffusione di musica di intrattenimento dovranno essere utilizzati diffusori con caratteristiche tecniche tali da limitare la diffusione sonora nelle aree circostanti.”

6) Riguardo le sanzioni è stata introdotta la nuova sanzione (ridotta) da € 50,00 a € 150,00 per i pubblici esercizi che violano il divieto di pubblicizzazione, ma soprattutto sono state introdotte pesanti sanzioni in caso di reiterazione di violazioni sugli orari, nell’arco di 180 gg, prevedendo la sospensione dell’attività per un fine settimana (venerdì-domenica) o per 15 giorni.

Si specifica che la nuova normativa essendo stata emessa tramite ordinanza è immediatamente esecutiva; pertanto, si raccomanda la più stretta osservanza del divieto di pubblicizzazione e degli orari, considerato l’inasprimento delle sanzioni in quest’ultimo caso.

Per i Cinque Stelle l’ordinanza è frutto di uno strabismo del sindaco Bandecchi. Ma ci può stare: «Un sindaco che non vive a Terni, forse, ha oggettive difficoltà a comprendere che se il centro della città non è ancora finito del tutto in mano a spacciatori, è anche merito di quelle attività commerciali che riescono a tenere vive e illuminate le vie».

Infatti inasprisce le sanzioni per quelle attività che oltre a pagare tasse tra le più alte d’Italia e subire furti a raffica, «devono pure temere di vedersi chiudere il locale per qualche decibel di musica in più o per non aver guardato l’orologio sforando di pochi minuti le attività». L’ordinanza del 2 maggio amplia le sanzioni fino ad arrivare alla chiusura del locale in caso di reiterazione della violazione. «Le nuove regole del sindaco-imprenditore: stessi orari ma multe più salate. Paradossalmente penalizzano proprio gli imprenditori». Per i Cinque Stelle è arrivato il momento che l’amministrazione comunale inizi a relazionarsi con i gestori dei locali in modo collaborativo e ponendosi come strumento di sostegno alle iniziative di chi faticosamente cerca di tenere viva questa città.

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