L’Umbria attrattiva / Prada fa lo stabilimento guida e sentinella della maglieria a Torgiano a un passo dal Cucinellishire

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Andrea Guerra e Lorenzo Bertelli, con Donatella Tesei, alla presentazione di uno dei punti di forza del gigante della moda e del lusso mondiali. 215 operai e una mission d’avanguardia

di Marco Brunacci

PERUGIA – In lode dell’Umbria attrattiva. Il gruppo Prada ha presentato alla stampa estera il suo nuovo stabilimento di produzione maglieria: 215 impiegati, già perfettamente funzionante, che si aggiunge ai 150 operai che già lavorano per Prada nella regione.

Bene, bravi, anche se non ci sarà un bis per la piccola Umbria, che sarà però guida e sentinella del made in Italy, per scelta di Andrea Guerra, mitico amministratore delegato (lasciò Luxottica in una notte buia e tempestosa, era a un passo da un ministero chiave nel gabinetto Renzi), da cinque anni alla guida del gruppo che vede gli 8 miliardi di fatturato, a un mercato dove tramonta mai il sole ed è in cima ai sogni del lusso mondiale.
È venuto in Umbria anche il rampollo della famiglia Bertelli Lorenzo alla presentazione. Il figlio di Miuccia Prada e del marito Patrizio Bertelli, ha dialogato con la governatrice Donatella Tesei, soddisfatta al mille per mille, visto che negli ultimi giorni (zona Castelluccio) ha anche incontrato esponenti di fior fiore di fondi internazionali che in Umbria intendono finalmente investire. Bello.
C’è ancora qualcosa da dire? Altroché: lo stabilimento di Torgiano sarà capofila di altri 30 stabilimenti di produzione, anche se questo significa, nella nuova realtà della moda mondiale, non necessariamente aprire nuovi stabilimenti, ma anche rendere fornitori monomarca, in tutto e per tutto rispettosi degli standard di qualità, quelli che un tempo si chiamavano fasonisti.
Ma Torgiano sarà soprattutto un avamposto nella guerra che il lusso italiano fa al resto del mondo: pretendere (e poi difendere) che sia la manodopera italiana e solo italiana a realizzare i prodotti, perchè qui c’è il meglio e il saper fare è quello irraggiungibile di chi è partito per primo e ha mantenuto grazia ed eleganza anche nella produzione industriale.
Lasciate stare – come è stato detto nell’incontro – che poi invece come organizzazione e cura del marchio e comprensione e aggressione del mercato siamo indietro e i francesi fanno lezione (anche se Kering adesso soffre, anche con i suoi marchi italiani, tipo Gucci).
Questione terra terra: i prezzi: alti, molto alti. Ma i “pochi felici” che si possono permettere di pagarli – se un Gruppo si confronta col mercato planetario – diventano pochi-molti felici. Se ne avvantaggia il Gruppo, il lavoro e l’Italia.

Ancora una cosa: dietro lo stabilimento Prada, che fa bella mostra di sé all’ingresso di Torgiano, c’è un fior fiore di parco, che un po’ è il segno distintivo del marchio Prada e un po’ messaggio di sostenibilità e di soluzioni green in faccia al mondo. Magari pure un riferimento alla missione umanistica delle aziende.
Finito. Se qualcuno deve chiedere qualcosa lo faccia subito. Prego: non è che Prada in Umbria vuol fare di Torgiano quello che Cucinelli ha fatto di Solomeo? No, non sembra, tranquilli.
Ma certo che la forza del gigante della moda mondiale Prada si dispiega a un passo dal Cucinellishire e a qualcuno potrebbe sembrare un imperituro monito: siamo tutti fragili e umani, ma qualcuno più e qualcuno meno.
Chi lo sa come l’avranno presa sul colle umbro poco lontano, a Solomeo. Magari come uno stimolo a crescere fino a raggiungere il gigante.

La sfida tricologica Bandecchi contro Ferranti anima Dimartedì

Benedizioni dei cavalieri_foto di Moreno Faina (2)

Prove del campo e Benedizioni dei cavalieri: a Narni si va verso la sfida finale