M.Brun.
Scampato pericolo, tiriamo un sospiro di sollievo. Il ricorso è stato un grande successo.
Per un momento abbiamo temuto ci fosse una strategia. No. Il paracadutista si butta davvero dall’aereo.
È vero: qualcuno pensa, a partire dai suoi, che lui sia un fuoco (fuocherello) che si sta spegnendo, che ormai non gli resta che annegare in un mare di chiacchiere quello che ha promesso di qua e di là e non fa, ma è un’ingiustizia.
La verità è che l’articolo di Umbria7 sulla esclusione delle liste di Bandecchi da tutte le Circoscrizioni europee tranne il Sud, era un grido disperato.
Pensavamo a una strategia del Bandecchi: non mi conto, riesco a dare la colpa al sistema cinico e baro, mi sfilo, e salvo la faccia da un altro (dopo il Trentino) eventuale 0 virgola. Invece, per buona sorte di tutti noi, ha fatto ricorso e lo ha vinto.
Era l’amarezza, grande sindaco di Terni, che ci faceva parlare. Solo l’amarezza.
Che rischio abbiamo corso, senza Ap non avremmo avuto motivo per seguire le Europee. Il campione umbro invece partecipa. Per fortuna è andata bene.
Il nostro sindaco eroe potrà finalmente far vedere quanto vale. Non aveva alcuna strategia. Nessuno lo ha voluto come alleato, ma lui si butta nella mischia, contro tutto e tutti.
Anche contro i sondaggi dei giornaloni nazionali che insistono nel relegarlo nel calderoni delle “Altre liste”, quella riservata alle Varie ed eventuali.
Noi festeggiamo. Abbiamo rischiato di non vederlo correre, ma ora è tutto passato.
Questo è un grande giorno: Umbria7 tira il suo sospiro di sollievo con i milioni dei potenziali elettori di Bandecchi, quelli che aspettano giugno solo per votare una forza moderata, che ogni tanto – è vero – insulta (moderatamente, si intende), recita rosari di villanie e improperi non proprio da Paese civile, distribuisce degli equilibrati “porco qui e porco là”, annuncia di dare “due pizze” a chi non ossequia.
Adesso invece tutto torna al posto giusto: il 10 giugno potremmo sapere quanto vale questa costola del Ppe, questo fiore moderato del panorama politico italiano, del quale non si può più fare a meno, soprattutto a Fratelli di Crozza.
E la gag del comico genovese sulla Nove è il viatico per questo viaggio, ci auguriamo entusiasmante, del nostro sindaco ternano.
La battuta di quando Bandecchi-Crozza regala una collana fatta con i denti degli avversari, buttati giù a suon di manrovesci, alla presidente del Consiglio comunale di Terni è affettuosa. Come non si può provare che affetto per il temperato, equilibrato, sereno protagonista del – certe volte duro – agone politico.
Manoni rotanti? Ma no, a modo suo una dama di san Vincenzo al servizio del nostro bene (anche a nostra insaputa).
In uno dei suoi video europei il Bandecchi ha escluso di voler arrivare al 7%, perché sarebbe troppo e creerebbe problemi al suo partito a Roma e in Italia.
Il giusto – annunciava – era il 4,5,%.
Quindi, elettori non esagerate, adesso non facciamo che ci scappa il plebiscito. Non decine di milioni di voti, solo un giusto riconoscimento del suo sforzo a nostro favore, dei tanti soldi che sta spendendo e spende perché noi elettori possiamo capire la sua missione in favore nostro.
E sì: tifiamo per lui, ma con moderazione. Finalmente lui si può contare. Finalmente potrà dimostrare che certi atteggiamenti che potrebbero sembrare (e non sono, ovviamente) da unno della politica, da Attila del corretto confronto, da villano analfabeta di ogni regola di convivenza civile, servono solo ad avvicinare il popolo alle istituzioni.
In fondo è un re barbaro al tamarindo, vuole bene a tutti noi.
Ora, scampato il pericolo della esclusione dalle Europee, non resta che vedere quanti gli mostreranno la dovuta riconoscenza, scegliendolo nell’urna.
Potrà dimostrare, come giusto, che non gli sono rimasti solo quattro voti di illusi a Terni.
Potrà mostrare a tutti che non è vero che si è definitivamente incamminato in un triste e irreversibile viale del tramonto, vociando e sacramentando come un venditore di pentolacce in qualche infimo mercato.
Non vediamo l’ora di contare i consensi, insieme con lui.


