Poste italiane, sindacati contro la privatizzazione

Il presidio a Perugia contro i rischi di riduzione del personale e del numero di uffici

PERUGIA – Il 18 maggio sarà presidio sotto la prefettura di Perugia, i sindacati delle Poste manifesteranno – dopo la conferenza stampa del mese di marzo e l’incontro in Anci dei giorni scorsi – tutte le preoccupazioni per il rischio privatizzazione di Poste Italiane.

«Se le Poste perdessero la maggioranza pubblica potrebbe esserci una riduzione del personale, del numero degli uffici postali e anche minori servizi per la cittadinanza, soprattutto nei territori piccoli. Ma non solo». È il segretario generale Slp Cisl Poste Umbria Marco Carlini che prosegue nella sua analisi sui territori a tenere alta l’attenzione su una questione che, come con altri Governi precedenti (ad oggi Poste Italiane è già privatizzata per circa il 30 per cento), ha trovato avvio con un decreto e che potrebbe indurre ad un “effetto valanga”.
«Per avere un’idea di quello che potrebbe accadere – spiega Carlini – basta guardare quello che è successo nel mondo del credito e la desertificazione bancaria che, sotto gli occhi di tutti, si è progressivamente estesa nei nostri territori. Molti comuni piccoli sono rimasti senza banca e sono rimasti con uno sportello automatico. Questo comporta grandi difficoltà soprattutto per le persone anziane e per quanti hanno difficoltà a spostarvi verso i comuni limitrofi, quelli più grandi e meglio serviti. Questo processo, inoltre, potrebbe aggravare la questione delle aree interne, ossia quelle a rischio spopolamento, che come sappiamo anche in Umbria sono presenti. Le esigenze dei territori e quelle dei lavoratori saranno portate all’attenzione del prefetto di Perugia il prossimo 18 maggio. Il presidio si terrà in Umbria, proprio come nelle altre regioni italiane. Massima visibilità quindi per essere ascoltati e per avere delle risposte».

Marsciano al voto, sono 3 i nomi in pista: ecco le liste

Nel Comune di Acquasparta la sfida è a due: Giovanni Montani e Claudio Ricci