Sondaggi, dopo Swg-UmbriaTv, ecco Tecnè-Dire: la Scoccia in testa 46-50%, Ferdinandi 45-49%

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Ultimi fuochi dei test. Il dato sulle percentuali è chiarissimo: Ferdinandi ha azzerato i tre competitor dell’opposizione e così si spiega il recupero”. Scoccia mantiene invece i suoi consensi e ora arriva la carica delle sue liste e dei candidati che vanno oltre il centrodestra

di Marco Brunacci

PERUGIA – Dopo il sondaggio di Swg per Umbria Tv, arriva quello che potrebbe chiudere la sequenza dei rilevamenti prima dello stop delle pubblicazioni.
Si tratta di un sondaggio Tecnè per l’agenzia Dire che ribalta il quadro fatto da Swg e torna alle situazioni indicate dai test precedenti. Quindi davanti c’è Margherita Scoccia con 46-50% (e quindi possibilità di evitare anche il ballottaggio nel caso riesca a centrare il lato alto della forchetta), dietro

Vittoria Ferdinandi con un 45-49, che torna poco più su rispetto ai livelli indicati da Bidimedia. I tre altri competitor – in questo si conferma Swg per Umbria Tv – sono testati ai minini.
Il dato più positivo per la candidata del centrodestra è che Scoccia è risalita negli ultimissimi giorni – a partire dal confronto alla Sala dei Notari promosso dal Corriere dell’Umbria, quando si è iniziato a parlare di situazioni concrete del genere Nodo di Perugia – di 1,4%, prendendo la testa di questa ipotetica classifica.
Per i partiti: nel cdx, Fdi al 24%, ricomincia a salire Romizi-Forza Italia al 10%. Quindi nel csx Pd al 23% M5S al 7.
I sondaggi – non ci stancheremo mai di dirlo – valgono per quel che valgono, i fattori che influiscono sono moltissimi. Alcuni dati su Perugia però si stanno stratificando.
Prima di tutto: non c’è stato bisogno di attendere il richiamo al voto utile per arrivare a un testa a testa tra le due rappresentanti degli schieramenti principali.
Ma qui il merito della semplificazione è stato tutto della più poderosa operazione di marketing politico, condotta in maniera eccellente da uno spin doctor con società di consulenza elettorale tra i migliori d’Italia, che ha permesso a Ferdinandi di prendersi tutta la scena dell’opposizione, annullando letteralmente i tre altri competitor. Il recupero nelle percentuali da parte della Ferdinandi, che ha sorpreso i più superficiali, è dovuto interamente a questo.
La Scoccia ha infatti mantenuto le sue posizioni, un po’ di più o un po’ di meno a seconda dei campioni di popolazione testata, ma questo ha consentito alla Ferdinandi di fare il vuoto intorno a sè nello schieramento dell’opposizione e presentarsi così più vicina alla Scoccia.
La scelta di optare per una netta svolta a sinistra, ha poi rinvigorito l’elettorato di sinistra, gasato i nostalgici, ma anche aperto praterie nel voto moderato per la Scoccia.
Per altro, per il centrodestra, inizia adesso il periodo migliore della campagna elettorale, dopo la parata delle truppe dei partiti, a destra e a sinistra, ecco che scendono in campo le liste a sostegno e i tanti candidati, che fanno riferimento ad aree sociali che sono ai confini del centrodestra tradizionale. Si pensi al mondo del volontariato di ispirazione cattolica che si riconosce in Progetto Perugia o al mondo del sociale che fa riferimento ad Andrea Fora, nella lista di Romizi, o a quello ex socialista rappresentato da Nilo Arcudi, fino a personalità che pescano consensi oltre gli schieramenti tradizionali come Gianluca Tuteri.
A proposito di schieramenti tradizionali: in ogni caso, il risultato della Scoccia, oggi come oggi, supera di una media di 7-8 punti il risultato del centrodestra alle ultime politiche del 2020. La Ferdinandi invece, rispetto a quelle elezioni politiche e nonostante il battage mirato ed eseguito alla perfezione, fa comunque peggio di parecchi punti rispetto al centrosinistra a Perugia nel 2020: lo ricordiamo ancora una volta, il risultato ottenuto è stato del 54,5% (inserendo la lista De Magistris, ormai confluita nei movimenti di sinistra, ed escludendo il Partito comunista che si ritrova più nelle posizioni di Leonardo Caponi).

Ferdinandi è riuscita a dare grandi motivazioni e anche entusiasmo alla sinistra dello schieramento, esibendo pugno chiuso, stella rossa tatuata, passione per l’umanesimo marxista e per Che Guevara, ma così facendo ha anche sguarnito il fronte del centro.
Un successo dello spin doctor è stato riuscire a presentare Ferdinandi in due parti in commedia: da una parte come la donna novità fuori dai partiti per intercettare il voto di protesta che una volta si chiamava qualunquista e oggi “effetto Bandecchi” (“Detesto tutti i politici, voto per chi è nuovo”) e contemporaneamente come l’esponente della sinistra che riconquista per il suo schieramento la città (“riprendiamoci Perugia”). Mettere insieme il domani e l’altro ieri.
La recente benedizione ufficiale della Schlein è la conferma di quanto scritto da Umbria7 tre settimane fa: Perugia diventa anche un test nazionale. Se Schlein, attraverso la candidata della svolta netta a sinistra, conquista Perugia, si prende anche il Pd nazionale, chiudendo la partita con l’ala cattolica moderata, che potrebbe essere così ristretta in una sorta di riserva indiana.
Dopo le osservazioni, ecco, infine, un dato rilevante per capire i numeri dei sondaggi: Swg ha dovuto fare quasi quattromila telefonate per ottenere 705 risposte. Più di tremila perugini non hanno voluto rispondere. Con ogni evidenza hanno accettato di parlare solo quelli con le idee molto chiare, soprattutto i tifosi. E magari questo potrebbe aver penalizzato i candidati minori.

IL SONDAGGIO TECNÈ-DIRE

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