di Marco Brunacci
PERUGIA – È opinione espressa più di una volta da Umbria7: i sondaggi valgono per quel che valgono, possono indicare trend, mettere a fuoco qualche situazione, ma poco di più. L’ultimo in ordine di tempo, presentato dal Corriere dell’Umbria solo oggi, ma realizzato due settimane fa, dice ben poco sulle prossime elezioni al Comune di Perugia, anche per l’esiguità del campione, ma può essere utile per una riflessione.
I NUMERI. Brevemente, l’unica certezza è che i perugini hanno promosso il secondo governo Romizi, anche se forse va ritoccata qualche cifra sul grafico per fare esattamente 100%.
Poi: la forchetta tra il risultato migliore e quello peggiore ipotizzato per i candidati è di ben 5 punti e subito questo non aiuta.
Ancora: un lettore su cinque afferma di non conoscere i candidati a sindaco, segno che la campagna elettorale è iniziata tra le tifoserie ma non invece tra la gente comune, e quindi solo da ora in avanti viene il bello.
Va da sé che, se gli elettori conoscono poco i candidati sindaco, non conoscono affatto quelli delle liste. E’ quindi fin troppo chiaro che l’impatto sulla campagna elettorale delle centinaia di candidati nelle liste ancora non viene registrato da questo sondaggio.
Il numeri dicono comunque che è in testa Margherita Scoccia, con una forchetta del suo consenso tra il 40,3 e il 45,3. Dietro c’è Vittoria Ferdinandi che andrebbe – nel report eseguito da Tecnoconsum – da un minimo di 37,8 a un massimo di 42,8.
Sugli altri tre competitor francamente i numeri sono un po’ sconcertanti. Monni sarebbe in fondo alla classifica tra l’1,5 e il 6,5 (una situazione molto diversa era stata segnalata da un precedente report), Caponi, appena arrivato, salirebbe al 2,5-7,5. Ma sicuramente il fenomeno di quest’ultima classifica è Davide Baiocco (5,5-10,5%). La domanda qui sorge spontanea: i perugini che lo hanno segnalato al sondaggista lo riteneva ancora della squadra Bandecchi o invece avevano realizzato che con Bandecchi il Baiocco ha rotto tutti i ponti?
LA SFIDA. È chiaro che sui numeri di questi ultimi tre candidati è difficile fare un ragionamento. Si può invece tentare su centrodestra e centrosinistra e quindi su Scoccia e Ferdinandi in relazione alle ultime elezioni che si sono svolte in ordine di tempo nel Comune di Perugia, quelle politiche del 2022. E qui ci sono dei numeri che tornano.
Se gli elettori affermano di conoscere poco le candidate, ragionevolmente faranno riferimento alle loro ultime scelte politiche.
E allora ecco qua: Scoccia è in testa alla corsa perchè riesce a tenere tutti i voti avuti dal centrodestra nel 2022, anzi ci aggiunge (massimo della forchetta) due punti e mezzo. Il cdx ha avuto il 40,5% di voti dai 4 partiti che ne costituiscono l’ossatura (Fdi, Lega, Forza Italia, Noi moderati), ma Italexit e Vita potrebbero esser considerati nel bacino elettorale cdx. Quindi ecco il 42,7 totale. Scoccia, forchetta alta, fa il 45,3%. Conclusione Il centrodestra può star contento di avere tutti i voti di opinione in carniere, più qualche altro grazie alla candidatura Scoccia e all’ampia alleanza su Perugia.
Diversi i numeri per la Ferdinandi: la somma aritmetica tra il risultato dell’alleanza di centrosinistra capitanata dal Pd del 2022 (30,9) e quella del Movimento 5stelle (12,3) fa 43,2%. La forchetta alta della Ferdinandi si ferma al 42,8. Ci sarebbero poi anche da contare voti platealmente riferiti a liste “comuniste” e “Antistema” per un totale tra i 4 e i 5 punti. Diciamo che la secca “svolta a sinistra”, stando a questo report, non ha pagato.
TUTTO SI DECIDE AL CENTRO. Sapete allora quale è il bacino di voti che sarà decisivo per le elezioni a Perugia: il 10,4 per cento di Azione, raggruppamento che allora, nelle elezioni del 2022, si staccava con fragore dalla sinistra e che pesca comunque tutt’oggi in ambienti moderati, pare non abbia trovato una sua casa almeno dentro lo schema di questo sondaggio.
Non sfuggirà che la grande maggioranza delle liste che sostengono la Scoccia puntano a conquistare spazi al centro, con blitz anche nella sinistra moderata, in tutti quegli ambienti dove non si prendono voti esibendo il pugno chiuso e la stella rossa tatuata. Ecco allora il ruolo che alla fine potrebbe essere decisivo – ma ancora tutto da calcolare, come abbiamo già detto sopra, proprio perchè tra la gente comune la campagna elettorale in sostanza non è iniziata – di chi lavora sulle “frontiere” del centrodestra: da Arcudi a Fora, per capirsi, ma anche di personaggi autonomi in grado di pescare in tutti gli schieramenti come l’attuale vicesindaco Tuteri oppure formazioni composite, con forte radicamento nel sociale ma alternative alla ideologia di sinistra, come Progetto Perugia.
CONCLUSIONI. Il basso numero dei perugini sondati, la genericità di certi numeri del rilevamento, non consentono di fare chissà quali conclusioni. Sicuramente parlare di ballottaggio probabile sulla base di queste indicazioni è un futile esercizio.
Invece, dal ragionamento fatto, il peso dei moderati si farà sentire, probabilmente in maniera determinante. La scelta di apertura al centro moderato della Scoccia sarà premiata più della sterzata a sinistra della Ferdinandi? Magari anche a Perugia le elezioni si vincono al centro. I rispettivi spin doctor e strateghi riflettano.


