di Marco Brunacci
PERUGIA – Spoleto? Non ci fosse l’ospedale non si saprebbe che esiste. Lo dicono illustri spoletini, autoctoni o adottati, che non ci stanno a vedere “la città più bella dell’Umbria” – la definizione è la più usata dagli ospiti del celebre Festival – ridotta a una corsia.
Ma che succede? La Asl denuncia chi diffonde fake news sull’ospedale, sfidando chi fa affermazioni temerarie a risponderne in tribunale, e le “Associazioni pro-ritorno al passato” non si danno per vinte e tornano in Procura per spiegare che ci sono “impegni disattesi” sull’ospedale.
Che vorrà dire? Che magari una cosa o due sono in ritardo? Che non in tutto e per tutto la burocrazia va al ritmo che i cittadini sperano? Che la sanità è una questione tanto seria, nazionale e internazionale, che si deve far fronte a qualche difficoltà se si vuol mantenere un servizio per tutti? Benvenuti in Italia.
O forse vuol dire che era giusto continuare a tenere due poli ospedalieri concomitanti, con le stesse caratteristiche e i costi altissimi a pochi minuti l’uno dall’altro – attenti a non dire quanto tempo serve per arrivare dal polo ospedaliero di Foligno a quello di Spoleto perchè c’è sempre qualcuno che alza la mano, ingrana la terza, imballa il motore pur di dimostrare che ci vogliono 2 minuti e 15 secondi in più dei 25 ufficiali – nonostante tutti i governi che si sono succeduti in Umbria – di ogni colore e tendenze all’interno dello stesso colore – hanno promosso il polo unico su due strutture, ritenendolo l’unica soluzione per salvare le ragioni del bilancio e quelle della salute dei cittadini (sì, perchè con ospedali che negli interventi hanno numeri più bassi di certi standard si rischia la vita, lo dice l’Oms)?
E sarà per il motivo che la campagna per l’ospedale, anche se a questo punto non ha alcun senso per il bene dei cittadini spoletini e umbri, è l’unica che tiene in piedi l’attuale amministrazione comunale, che il sindaco non risponde agli appelli ad incontrarsi della Regione (direttamente dalla Tesei) ed evita il confronto? Non saprebbe che dire di ragionevole?
Fatto sta che senza ospedale non si saprebbe di che parlare su Spoleto. Anzi no: c’è sempre l’autovelox capace di sfornare multe a go go come nessun altro aggeggio del genere ma che potrebbe diventare di qui a poco una Waterloo dei ricorsi.
Progetti per turismo o sviluppo economico? E no: volete mettere il problema dell’ospedale che potrebbe diventare un po’ meno importante del pezzo di Foligno? Roba da perderci il sonno. Se risultasse che gli odiati vicini hanno uno stetoscopio in più, dove finisce la dignità del mitico Ducato?
In verità – per correttezza – dobbiamo dire che c’è un altro motivo di interesse per la città: tanti (insomma: alcuni) si chiedono che fine farà il sindaco (papa) Sisti. Davvero qualcuno pensa di candidarlo alla presidenza della Regione per conto del centrosinistra? Calma, riflettiamo, tutto può succedere, ma non sembra essere il tempo di stravaganze di questo tipo. Però garantito: un posto da candidato alle regionali non glielo toglie nessuno (siamo quasi arrivati: si vota a fine anno). O se qualcuno glielo toglie, la bandiera del Ducato verrà esposta a mezz’asta nei secoli dei secoli.


