Terni perde la guerra delle due rose e il marchio San Valentino è veneto

Il Comune di Bussolengo registra il brand. Terni e i suoi lunghi tempi rimangono al palo

TERNI – Dolci, profumi, abiti da sposa e molto altro. Tutto marchiato San Valentino. Il brand: una rosa rosso fuoco, quella che secondo la leggenda il santo era solito regalare agli innamorati. Una idea lanciata a Terni (nel 2016) che però mette le radici in Veneto. Mentre nella Conca si discute e ci si divide, e magari si lancia la conta per chi deve farlo, il comune di Bussolengo in provincia di Verona, registra il marchio e promuove il consorzio per le aziende che vogliono aderire alla catena commerciale “San Valentino il santo degli innamorati”. In Veneto sono stati magnanimi: tutte le aziende d’ Italia possono aderire, quindi anche quelle ternane. Fermo restando che il brand è veronese e l’ idea è partita da Terni otto anni fa.
Il paradosso infatti è che “La Rosa di San Valentino” arriva da Terni ma Terni se la è fatta sfuggire. L’ispirazione del progetto viene dal libro “Valentino. Il segreto del Santo innamorato” del giornalista ternano Arnaldo Casali, pubblicato dalla casa editrice Dalia, presentato al Cenacolo San Marco dal sindaco di Bussolengo Paola Boscaini, alla presenza degli assessori dell’ epoca: Daniela Tedeschi e il compianto Giorgio Armillei. Quel progetto è stato lasciato cadere nel vuoto dalle amministrazioni locali. Invece a Bussolengo si è proceduto alla registrazione del brand ed è stato affidato ad una commissione che ne concede l’uso ad aziende che producono prodotti a tema.
La storia del marchio di San Valentino qualche mese fa è stata rilanciata dall’ amministrazione Bandecchi. «Stiamo lavorando alla realizzazione di un brand ‘Terni città di San Valentino – disse lo scorso luglio il vicesindaco, Riccardo Corridore, a Umbria7 – Terni sarà fiorita e bella, il nuovo marchio ci contraddistinguerà in tutto il mondo. Per crearlo ci sarà ovviamente presto un bando per le idee e stavolta il marchio sarà oggetto di copyright. Abbelliremo ancora di più Terni anche grazie alla collaborazione con l’associazione Murales San Valentino. Faremo di Terni una città turistica e daremo lavoro a tanti». Finora, però, le uniche rose trasformate in brand sono quelle del Veronese.

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