Un anno senza la generosità di Chicco Dragoni

«Un compagno di viaggio che mai avremmo voluto perdere»

TERNI – E’ trascorso un anno dalla morte di Chicco Dragoni.  «Un compagno di viaggio che mai avremmo voluto perdere – disse il presidente della Fondazione Carit, Luigi Carlini, il giorno del suo funerale – l’uomo che più ha amato la città di Terni e che si è battuto per il suo sviluppo».

In quel caldissimo pomeriggio di maggio, il 5 maggio di un anno fa nella chiesa di San Cristoforo, Luigi Carlini si soffermò sull’aspetto più bello di Chicco, la generosità.  «Spesso mi diceva che la città gli aveva dato tanto e che lui aveva voglia di contraccambiare. Era innamorato di Terni. Era un filantropo a servizio della comunità.  La Fondazione Carit è stata molto influenzata dalla sua personalità nei settori della beneficenza e della solidarietà».  Carlini, in quell’occasione, disse anche che l’aspetto più bello di Chicco era la proiezione verso il futuro. E’ vero. Ma Chicco era tante cose insieme: un imprenditore illuminato, un papà straordinario, un uomo di finanza, un esperto d’arte, un amante del bello. E’ grazie a lui se l’opera di Artemisia Gentileschi, “Giuditta e la serva con la testa di Oloferne”, è entrata a far parte della collezione d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni ispirando la mostra “Dramma e Passione – da Caravaggio ad Artemisia Gentileschi” a Palazzo Leoni Montani. Era già malato quando venne inaugurata, ma non è mancato a quell’appuntamento con l’arte che celebrava anche i trent’anni della Fondazione Carit. Forse quella mostra, purtroppo l’ultima che ha contribuito a realizzare, è riuscita a fare per Chicco quello che lui ha fatto per la mostra. Un po’ come è successo con la sua città. Il successo di critica e di pubblico (27mila visitatori) è stato motivo di orgoglio. Ecco. Chicco era orgoglioso di essere ternano e di offrire un’opportunità occupazionale ai ternani. Ma dovevano essere bravi ottici. Ne ha “cresciuti” tanti (l’Ottica Dragoni conta oggi 18 punti vendita) e si è attivato personalmente per far nascere, a Terni, il  corso di laurea in Ottica ed Optometria. Il percorso per l’attivazione fu tortuoso ma Chicco seguì l’iter burocratico dando anche suggerimenti su come realizzare i laboratori didattici e le aule a Pentima.

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