A Città di Castello prosegue il restauro della Pala di Santa Cecilia

Nei giorni scorsi è stato effettuato un sopralluogo per analizzare l’avanzamento dei lavori

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – Un capolavoro sta per tornare al suo splendore. Si è tenuto nei giorni scorsi un sopralluogo al restauro della Pala di Santa Cecilia, opera attribuita a Luca Signorelli, che è attualmente in corso alla pinacoteca comunale cittadina a cura del restauratore Paolo Pettinari e reso possibile grazie al supporto dell’università telematica E Campus tramite Art Bonus. Presenti per l’occasione il presidente dell’Associazione per la tutela e conservazione dei monumenti dell’Alta valle del Tevere Catia Cecchetti che ha inoltrato tale richiesta a nome del consiglio e dei soci tutti all’assessore comunale alla Cultura, Michela Botteghi, presente anche lei all’appuntamento.

I partecipanti hanno potuto veder da vicino lo stato di avanzamento dei lavori di restauri le cui indagini accurate e altamente scientifiche mirano all’ attribuzione dell’opera al pittore cortonese Luca Signorelli,  finora indicata come scuola. Il laboratorio mobile Molab dell’E-Rihs del Cnr, insieme all’Università degli Studi di Perugia ha avviato una campagna di indagini diagnostiche non invasive sull’opera, con l’utilizzo di strumentazione all’avanguardia sviluppate dai gruppi di ricerca coinvolti e che permetterà di raccogliere dati scientifici senza l’utilizzo di prelievi di materia originale.  Cecchetti ha ringraziato il Comune nella persona dell’assessore Botteghi, ma anche il restauratore Paolo Pettinari e Giuseppe Sterparelli, ideatore del restauro e  da sempre attento alla produzione signorelliana in Alto Tevere, per questa opportunità offerta di poter visionare un’opera di così grande interesse stilistico e culturale.

«I dati raccolti – ha precisato Pettinari –  saranno da apporto alla messa a punto dell’intervento di pulitura, grazie alla conoscenza dei materiali costitutivi e di degrado, in maniera da individuare l’intervento più adatto al tipo di materiali originariamente usati. Di particolare interesse il risultato di alcune puliture sul volto della Santa Cecilia, che dà il nome all’opera, liberata dalla coltre di ridipinture e ora pienamente recuperata e allineata al tipico stile di Luca Signorelli alla prima decade del Cinquecento».  Al termine del sopralluogo accompagnati dall’assessore i presenti hanno visitato le sale della Pinacoteca con anche il nuovo allestimento della sezione moderna con la collezione delle sculture di Bruno Bartoccini e delle opere di Giorgio Nuvolo Ascani.

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