Al G7 tre opere d’arte della Fondazione Carit

Carlini: «Quadri di notevole interesse storico, di cui due mai esposti al pubblico»

Aurora Provantini

TERNI – Terni partecipa al G7 con tre opere della collezione d’arte della Fondazione Carit.  Nelle sale nobili del Castello Normanno Svevo di Mesagne, dove è allestita la mostra «G7. Sette secoli di arte italiana» a cura di Pierluigi Carofano, possono essere ammirate: “Giuditta con la testa di Oloferne” di Artemisia Gentileschi, “L’Annunciazione e i santi Sebastiano e Caterina d’Alessandria” di Francesco Fantoni da Norcia, “La Strage degli innocenti con adorazione dei pastori e adorazione dei Magi “di Luca Signorelli. Opere di notevole interesse storico, di cui due mai esposte al pubblico (Signorelli e Fantoni). La Giuditta di Artemisia, invece, era appena rientrata a palazzo Montani Leoni da palazzo Ducale a Genova  e dopo l’evento espositivo di Brindisi, sarà esposta nella capitale a palazzo Braschi.  

«Siamo molto felici che il professor Carofano abbia selezionato tre quadri acquisiti  dal nostro consiglio di amministrazione – dichiara il presidente della Fondazione Carit, professor Luigi Carlini – per un evento collaterale al summit dei Grandi della Terra» Nel percorso espositivo tracciato dal curatore ci sono le opere che descrivono il gusto di ogni epoca e segnano alcuni punti cardine del cambiamento: «La scoperta della spazialità in pittura raccontata con gli occhi degli allievi di Giotto e di Simone Martini,  l’invenzione dello sfumato leonardesco,  il classicismo e il naturalismo del Seicento interpretato dai Carracci e Guido Reni, il vedutismo di Canaletto e l’algido neoclassicismo di Canova fino ad arrivare alla contemporaneità delle Combustioni di Burri».  Si parte con “Gli albori dell’arte italiana” e si prosegue riflettendo su “Il primo Rinascimento”, dirigendosi “Verso la maniera moderna”. Ci si tuffa quindi ne “Il Seicento: Naturalismo Classicismo e Barocco” e ancora ne “Il Neoclassicismo e il gusto per l’antico”. Volgendo verso la conclusione del percorso espositivo, quindi, ecco le ulteriori riflessioni su “L’Ottocento. Citazioni letterarie e rappresentazioni del vero” e su “Il Novecento, un secolo di sperimentazioni”.

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