Aurora Provantini
TODI (Perugia) – «Come bianchi semi di tarassaco» i pensieri di Massimo Piccioli volano liberi nella città di Todi. Lanciati dalla Sala Vetrata del palazzo comunale, con la presentazione di quello che Piccioli chiama uno «Zibaldone di pensieri, amori immaginari e passioni, di sogni messi su carta e di esercizi di stile», 157 pagine, Gambini Editore. «Non so se questo mio lavoro possa essere definito un libro di poesie – afferma Piccioli – piuttosto è un libro che ripercorre la mia vita senza un filo conduttore preciso e che descrive le emozioni di un uomo come la punteggiatura di un romanzo, con virgole e pochi punti ma tanti interrogativi. Per me son state il buon approdo dell’anima nelle tempeste dell’esistenza, epistole inviate a me stesso e soprattutto profonda consolazione nelle tante prove che il destino mi ha riservato. Dedico questi pensieri a mia madre, che mi insegnò ad essere quello che sono, e a mio nipote, sperando possa essere fonte di buone ispirazioni durante il suo cammino».
Una dedica alla madre e una dichiarazione d’amore alla amata moglie Patrizia Bernardini, nobildonna di Todi. L’ennesima. «Che però le faccio nella città in cui ci siamo sposati quarant’anni fa», e della cui storia Piccioli è un grande conoscitore. Perchè è anche questo: oltre ad essere un uomo di scienza – è un noto chirurgo plastico – Piccioli è uno storico, un artista e, s’è visto, un poeta. Filippo Orsini, il direttore dell’archivio storico del Comune di Todi che ha scritto la prefazione al libro “Come bianchi semi di tarassaco” descrive Massimo Piccioli come un «curioso esploratore delle strade dell’animo umano, della vita, ma anche rigoroso e appassionato ricercatore di storia». «Con il suo vocabolario mai scontato e sempre gradevolmente nostalgico – sottolinea Orsini – animato da una capacità descrittiva paragonabile a quella del pennello di un artista preraffaellita, Massimo Piccioli consegna al lettore un senso di speranza. Leggendo le sue poesie si avverte il senso del destino e della consapevolezza che nulla va perduto per sempre ma di tutto resta una traccia indelebile». Forse è proprio per questa ragione che Isabella Gambini (Gambini Editore) ha insistito a pubblicarle: «Per rispondere ad un imperativo interiore e per tornare a parlare di valori e di sentimenti». Isabella Gambini ricorda che per un editore, che deve sempre avere una visione imprenditoriale, dedicarsi ad un libro di poesie certamente è una grande sfida. «Ma le poesie possono offrire conforto, ispirazione e riflessione. Le poesie sono in grado di riportare in vita la bellezza e l’armonia nascosta nel mondo. E per me le poesie di Massimo Piccioli sono tutto questo. Per me non potevano non essere pubblicate». «Poesie che arrivano direttamente al cuore di chi le legge o le ascolta – analizza Antonino Dastoli, avvocato e poeta – scritte nella lingua dell’anima. Poesie nelle quali la figura della donna, che in questo caso è anche la sua musa e amata moglie, ha un ruolo centrale. E’ intorno a lei che ruota l’universo semantico di pensieri, passioni, sentimenti e ricordi».





